È il giorno della solidarietà e dell’emozione a Ercolano. Da ieri, 54 tra donne e bambini ucraini, con i volti segnati dalla stanchezza per il lungo viaggio e la paura della guerra, sono ospitati in bed and breakfast e abitazioni di cittadini dell’area vesuviana. I più piccoli stringono tra le mani una chitarra giocattolo, un fiore di stoffa, una bambola. Riuniti nella Chiesa del Redentore sono stati accolti dalle famiglie, dai rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo. Al tavolo, allestito per i saluti istituzionali, Nicola Florio, presidente dell’associazione Uniti per la Vita. Giovedì 3 marzo, era partito dalla città degli Scavi in direzione della città ungherese di Barabas. Si trova al confine con Užhorod ultima città dell’Ucraina. Al suo fianco il consigliere comunale di Italia Viva Ciro Santoro che lo ha accompagnato nel viaggio, il comitato locale della Croce Rossa di Ercolano rappresentata da Nancy Scognamiglio, il sacerdote Valerio Piro e il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

Il primo cittadini ha detto: «Accogliere bambini e donne ci fa capire cosa è l’atrocità della guerra. Ma soprattutto ci fa capire che le nostre città devono costruire ponti di solidarietà. Perché solo così si crea la pace, non basta invocarla».