Agrigento, morto un giovanissimo. Il 24enne Vincenzo Gabriele Rampello è rimasto ucciso con diversi colpi di arma da fuoco a Raffadali, nell’Agrigentino. L’omicidio commesso in piazza Progresso. Sul posto trovati nove bossoli di una pistola. Secondo una prima ricostruzione i colpi sarebbero esplosi da distanza ravvicinata. È Gaetano Rampello, 57 anni, assistente capo coordinatore della polizia in servizio decimo reparto Mobile di Catania, l’uomo fermato dai carabinieri della compagnia di Agrigento per l’omicidio del figlio. Il fermo per omicidio dai carabinieri della compagnia di Agrigento, coordinati dal maggiore Marco La Rovere e dal capitano Alberto Giordano.

I fatti

Secondo una prima ricostruzione, padre e figlio avrebbero avuto in piazza Progresso, a Raffadali, un’accesa discussione. Al culmine della quale il poliziotto avrebbe estratto la pistola d’ordinanza sparando diversi colpi contro il 24enne, uccidendolo. Poi, l’assistente capo coordinatore si è spostato su una panchina, dove si è seduto in attesa di un pullman di linea e dove è stato trovato e bloccato dai carabinieri.

Il movente

Stando ai quotidiani locali, secondo indiscrezioni le liti tra padre e figlio erano continue. Il giovane infatti, pur essendo figlio di un poliziotto, aveva dato diversi problemi collezionando alcune denunce per piccoli reati fino alla settimana scorsa quando aveva ricevuto anche una denuncia più grave per stalking. Sembra che il giovane avesse anche alcuni problemi psichici. Le liti con entrambi i genitori (che sono separati) erano all’ordine del giorno. Pare che questa mattina Vincenzo Rampello avesse chiamato il padre per chiedergli del denaro (anche le richieste di soldi erano assillanti), ma mentre si trovavano faccia a faccia in piazza Progresso sarebbe scoppiata l’ennesima lite tra i due al termine della quale Gaetano Rampello ha estratto la sua pistola d’ordinanza e sparato 9 colpi contro il figlio, uccidendolo.