Arriva il primo annullamento del Tribunale del Riesame di Napoli. La decima sezione ha accolto il gravame presentato nell’interesse di Coppola Ciro, soggetto ritenuto parte del commando che il 12.09.2021 ha attinto con diversi colpi d’arma da fuoco Immobile Francesco, nel piazzale della chiesa di Sant’Alfonso a Torre Annunziata, cagionandone il decesso.

Il commando sarebbe composto da 4 soggetti a bordo di 2 motocicli che, intravista la vittima, lo raggiungevano esplodendo più colpi di pistola al corpo ed al volto della stessa.
Secondo gli inquirenti e secondo l’ufficio di procura D.D.A. ed il G.i.p., Coppola Ciro è stato il materiale esecutore dell’omicidio, colui che avrebbe sparato più colpi attingendo la vittima. Ad incastrarlo le video registrazioni estrapolate dai servizi di videosorveglianza del comune di Torre Annunziata e di alcuni esercizi commerciali presenti a pochi metri dal luogo del delitto.

In più la presenza di alcuni tatuaggi presenti sia sulle cosce del soggetto raffigurato nei video sia sulle cosce dell’indagato Coppola Ciro, tatuaggi ritenuti dalla Procura e dal G.i.p. “simili per posizione”. In più alcuni fermi e controlli sul territorio tra Coppola Ciro e gli altri indagati, oltre che il contenuto di alcune conversazioni intercettate nell’ambito di altro procedimento che avrebbero dimostrato l’esistenza di una faida/guerra tra il clan Gionta ed il clan Gallo-Cavalieri.

L’accusa

A rafforzare la tesi dell’accusa, l’oggettivo dato che Coppola Ciro è figlio di Paduano Anna, elemento di rilievo del clan Gionta, e figlio di Coppola Giuseppe, ergastolano del clan.
Dello stesso pensiero non è stato però il Tribunale del Riesame di Napoli che ha annullato totalmente l’ordinanza del G.i.p. per carenza di gravità indiziaria. La difesa di Coppola Ciro, Avv. Antonio Iorio del Foro di Torre Annunziata, ha dimostrato come non potesse ritenersi raggiunta in capo all’indagato la qualificata probabilità di colpevolezza, necessaria per l’applicazione di misure cautelari.

In sostanza, secondo la difesa, non ha alcuna valenza indiziaria il rinvenimento del casco con cui sarebbe eseguito l’omicidio nell’androne del palazzo dove abita l’indagato Coppola Ciro. Ne’ ha portata indiziaria la presenza di tatuaggi simili per posizione sulle cosce dell’indagato, ne’ le conversazioni intercettate nell’ambito di altro procedimento da cui sia potuta trapelare la responsabilità di Coppola Ciro, così come nulla possono significare le voci correnti nel popolo e nei familiari della vittima che a commettere l’omicidio sia stato l’indagato Coppola Ciro.