Il Tribunale per il riesame di Salerno ha disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione forense per un anno nei confronti dell’avvocato Marcello Manna. Il professionista è inoltre sindaco di Rende (Cosenza). In parziale accoglimento dell’appello presentato dalla Procura di Salerno contro l’ordinanza con cui il gip salernitano, il 23 settembre 2021, aveva rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. L’esecuzione del divieto di esercitare la professione è sospesa in attesa del definitivo pronunciamento della Cassazione.

Il reato contestato a Manna è corruzione in atti giudiziari. Manna, in qualità di avvocato di Francesco Patitucci, già condannato in primo grado dal gup di Catanzaro a 30 anni di reclusione in quanto ritenuto mandante dell’omicidio di Luca Bruni ucciso a Castrolibero il 3 gennaio 2012, avrebbe consegnato una “mazzetta” da 5mila euro al presidente della Corte di Assise d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini. Utile per l’assoluzione del suo assistito nel giudizio di appello.

Inoltre avrebbe promesso l’attribuzione di 175mila euro da parte della Fondazione Calabria Fim Commission a favore del cugino della moglie di Petrini. In tal caso per la realizzazione di un lungometraggio. Nel provvedimento il Tribunale del Riesame ha ritenuto insussistente l’aggravante del reato commesso. Era al fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta Lanzino-Patitucci, attiva nel territorio di Cosenza e comuni limitrofi. Contro questa parte dell’ordinanza cautelare la Procura di Salerno ha depositato ricorso in Cassazione.