Volontario del 118 arriva sul luogo di un incidente stradale, nel suo paese, a Pellezzano, e prova a rianimare una ragazza coinvolta. Si tratta della sorella quindicenne, sulla quale prova in tutti i modi di praticare le manovre di rianimazione. Ma per lei non ci sarà nulla da fare: muore la ragazza, così come un amico di 17 anni. “Nessuna esperienza sul campo ti potrà preparare ad incrociare le mani sul torace del sangue del tuo sangue per iniziare a scaricare con tutta la forza, e con tutta la rabbia che hai in corpo”, scrive oggi su un social il fratello-soccorritore. “Scusa, ci ho provato… Perdonami, ovunque tu sia”. Si tratta di Ilaria Bove, deceduta con Nicholas Galluzzi.

Il messaggio

Ecco l’intero messaggio del fratello sui social. “Nessun corso, nessuna esercitazione, nessuna simulazione sono in grado di prepararti per una cosa del genere. Ironia della sorte, io penso. Nessuna esperienza sul campo ti potrà preparare ad incrociare le mani sul torace del sangue del tuo sangue per iniziare a scaIlaricare con tutta la forza, e con tutta la rabbia, che hai in corpo…L’adrenalina prende il sopravvento, i secondi diventano minuti lunghissimi e interminabili mentre conti. 1,2,3. Fino a 30. Prendi fiato, cerchi di tenere il ritmo come ti hanno insegnato fra una compressione e l’altra…”.

“Ma ormai non c’è nulla da fare.Ironia della sorte nessun protocollo, applicato a menadito su centinaia di interventi, potrà dirti che il sangue delle tue ginocchia rotte sull’asfalto freddo dovrà mischiarsi con quello di chi per te non è un paziente come gli altri…Scusa Ilaria, ci ho provato.. Perdonami, ovunque tu sia. Non dovevi salirci su quel motorino, te l’ho detto mille volte, ero più contento quando mi rompevi che dovevo portarti a destra e a manca, ma almeno eri con me. Ormai il guaio l’hai combinato. Uno dei tuoi tanti guai..Ma questo non si può riparare. Io ora sento solo freddo. Ciao Picky, ti voglio bene Il tuo fratellone”.