Salta la testimonianza di Vincenzo Inquieto, vivandiere del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, nell’ambito del processo a carico di Oscar Vesevo. Inquieto, proprietario della casa di Casapesenna (Caserta) dove finì catturato dopo 16 anni il capoclan in via Mascagni il 7 dicembre del 2011, ha già scontato una pena per favoreggiamento. Si sarebbe trasferito in Romania, facendo perdere le proprie tracce. Per questo oggi il pm ha deciso di non citarlo più come teste di accusa nell’iter giudiziario a carico di Vesevo, il poliziotto imputato per la scomparsa di una pen drive dal covo dove stanarono ‘Capastorta’. Chiavetta che conterrebbe informazioni strettamente personali del boss. Alla decisione si è opposto il legale difensore di Vesevo, Michele Cantelli, che ha insistito per citarlo lo stesso, data l’utilità della sua testimonianza. Anche se lo stesso Inquieto avrebbe comunque potuto avvalersi della facoltà di non rispondere).

Utilità sia dal punto di vista dell’accusa che di quello della difesa. Il tribunale di Napoli Nord ha preso atto della comunicazione del pm, ma potrebbe comunque disporre l’esame di Inquieto dopo l’istruttoria dibattimentale nel caso in cui le sue possibili dichiarazioni fossero ritenute necessarie ai fini della decisione finale. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 29 marzo. Saranno ascoltati i funzionari della Polizia Angelo Morabito e Andrea Curtale. I due, all’epoca dei fatti, erano a capo delle Squadre Mobile di Caserta e di Napoli.