Quando si va in farmacia o in un centro che fa test per sottoporsi a un tampone rapido. Quindi per verificare se abbiamo contratto il Covid-19, chi esegue quel test è tenuto a controllare sempre i documenti. Accertarsi che la persona che fa il tampone sia la stessa che compare nella tessera sanitaria e nella carta d’identità. C’è infatti chi, positivo al Covid, si sottopone a più test con più tessere sanitarie diverse. Per poi permettere il rilascio del Green pass a No vax, titolari di quelle tessere sanitarie di volta in volta diverse. In questo modo infatti si può risultare guariti e quindi ottenere un Green pass rafforzato. È illegale, scorretto e pericoloso perché si falsa un sistema di tracciamento che riguarda tutti i cittadini e che monitora l’andamento della pandemia.

«Sono in corso controlli dei Nas in tutto il nord Italia su farmacie e punti tamponi, che sono tenuti a controllare l’identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto». È quanto ha detto a Radio Rai il comandante del gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli. Sono 11 le squadre dei Nas impegnate, spiega Pignatelli, per verificare che l’identità delle persone tamponate venga accertata con tessera sanitaria ma anche con documento di identità.