Tre detenuti sono riusciti a evadere la notte scorsa dal carcere di Avellino. I tre, tutti di nazionalita’ straniera, hanno praticato un foro nella cella. Sono poi riusciti a calarsi nel cortile del penitenziario della frazione Bellizzi con lenzuola annodate, per poi scavalcare la recinzione approfittando di materiale e cassonetti accatastati. Una fuga da manuale, che per uno dei tre e’ finita a pochi metri dal carcere. Bloccato infatti da una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile di Avellino e da personale della Polizia penitenziaria. L’allarme e’ scattato poco dopo l’una e sono allertati carabinieri e polizia, che assieme agli agenti della penitenziaria stanno dando ora la caccia agli altri due evasi. Le ricerche sono ancora in corso, anche con il supporto di un elicottero. Si stanno perlustrando le campagne circostanti, ma non si esclude che all’esterno del carcere vi fosse un’auto ad attendere gli evasi. Sull’accaduto e’ stata aperta un’inchiesta per accertare eventuali responsabilita’. L’ultima evasione dal carcere di Avellino risale al 2012, quando a fuggire con lo stesso sistema adottato la scorsa notte, furono in quattro, arrestati poche ore dopo la fuga. A giugno 2020 e’ stata invece sventata l’evasione di due detenuti romeni.

“Tra i tre detenuti evasi dal carcere di Bellizzi-Avellino (di cui uno prontamente catturato) c’è un marocchino. Sembrerebbe appartenere ad un’organizzazione terroristica e che deve scontare 27 anni di carcere”. Così il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria – S.PP. – Aldo Di Giacomo che aggiunge: “Dalle prime ricostruzioni pare dunque ci sia un piano di fuga ben organizzato. Un’auto fuori che ha consentito ai due (il secondo romeno) di allontanarsi approfittando del numero molto limitato di agenti presenti e in servizio a Bellizzi (appena otto unità). Bisogna dunque rafforzare le operazioni di ricerca e mostrare grande attenzione per la pericolosità degli evasi”.

La fuga

“Per noi – continua Di Giacomo – la rocambolesca fuga secondo il più classico dei copioni di film è il segno più evidente del totale fallimento della gestione delle carceri. Tutto perdura dall’insediamento della Ministra Cartabia. Anzi, il buonismo a tutti i costi che traspare dalla lettura dei primi stralci della relazione conclusiva del prof. Marco Ruotolo, presidente della Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario istituita dalla stessa Ministra è destinato ad aggravare la situazione”