Bar, ristoranti, locali e trattorie stanno di nuovo andando in sofferenza. La Federazione dei pubblici esercizi parla di grandissima crisi. «Nelle città d’arte e in particolare nei centri storici, la situazione è tornata di grandissima crisi. Solo nel 2020 hanno chiuso in Italia 20mila aziende in Italia tra i pubblici esercizi e nel 2021 ne stimiamo altrettante. Mancano i turisti, il ritorno dello smart working impatta e le attività chiudono. E a questo vanno aggiunte le chiusure temporanee a causa di Covid o quarantene». Lo dice all’ANSA il direttore generale della Fipe Roberto Calugi, che lamenta decine di migliaia di posti a rischio.

I responsabili dei parchi tematici, acquatici e faunistici italiani hanno rappresentato nei giorni scorsi al Governo le «difficoltà di un settore che nel 2019 ha fatturato 500 milioni di euro, ospitando oltre 20 milioni di visitatori e che nelle ultime due stagioni ha dimezzato le presenze e gli incassi. Anche sul piano occupazionale le stagioni 2020 e 2021 hanno registrato una conseguente contrazione degli occupati, con impatto rilevante su una filiera che quota 2 miliardi di euro di volume d’affari e intermedia oltre un milione di pernottamenti in hotel attraverso i tour operator interni».