Parte l’assegno unico universale per i figli. Da ieri è possibile presentare la domanda per avere il beneficio previsto da quest’anno per dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati e disoccupati e destinato a sostituire praticamente tutte le altre misure di sostegno alla natalità (salvo il bonus per l’asilo nido che continuerà invece ad essere erogato senza limitazioni).

Una piccola rivoluzione dunque per il sistema italiano, con un obiettivo abbastanza ambizioso. Riordinare e razionalizzare tutti gli aiuti esistenti finora aggiunti e accumulati nel corso degli anni. Sostegni che in certi casi, come quello delle detrazioni, non raggiungevano le famiglie con redditi molto bassi. Ieri, primo giorno in cui si poteva fare la richiesta, nonostante la giornata festiva, alle 18 erano arrivate richieste di assegni per 30mila figli. E in serata il ritmo era in accelerazione. L’Inps, che ha varato una task force per gestire la partenza della nuova misura, ha sottolineato comunque che tutto è filato liscio.

«Un impegno che abbiamo preso e mantenuto: un sostegno strutturale e stabile per tutte le famiglie con figli, oltre 7 milioni, del nostro Paese», ha sottolineato la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Non si tratta solo di una «riorganizzazione di misure», ha aggiunto, è previsto «un aumento di risorse da 6 miliardi».

Le cifre

L’importo massimo andrà a chi ha un Isee inferiore a 15.000 euro, quello minimo a chi si trova sopra la soglia dei 40.000 euro. Se non si presenta l’indicatore o se il parametro è superiore a 40mila euro, si ha diritto al minimo previsto di 50 euro al mese. Chi percepisce già il Reddito di cittadinanza non dovrà fare una nuova domanda: l’inps verserà in automatico la quota prevista per l’assegno insieme al sussidio. Sul sito dell’Inps c’è anche un simulatore per calcolare l’importo dell’assegno a cui si ha diritto.