La donna si era presentata in lacrime nel commissariato di polizia di Torre del Greco, denunciando di essere truffata da un giovanotto. L’aveva ingannata presentandosi al telefono come suo nipote. La donna aveva creduto a quel ragazzo che diceva di chiamarsi Fabrizio, proprio come il nipote dell’anziana. Diceva che si sarebbe presentato alla porta un corriere con un pacco per il quale lei avrebbe dovuto pagare 1.300 euro. Il giovane le avrebbe poi restituito i soldi. Si trattava, invece, dell’ennesima truffa che è diventata sempre più frequente e che prende di mira solitamente persone sole ed anziane. Il “corriere” si era di fatto presentato alla porta della vittima a fine giugno, per consegnare una scatola priva di valore.

L’anziana aveva pagato come pattuito la somma di 1.300 euro, salvo a scoprire poi di essere ingannata da uno sconosciuto malvivente, professionista della truffa. Perché il nipote Fabrizio, di quella consegna non ne sapeva proprio nulla. Da qui la decisione della donna di denunciare l’accaduto.

La denuncia

Ha raccontato che il 30 giugno questo giovane le aveva chiesto del denaro presentandosi come il nipote Fabrizio e che lei era caduta nel tranello. Pagandogli la somma richiesta. Sono quindi partite le indagini che, nella mattinata di ieri, hanno portato all’arresto di E. N., di 23 anni. Il ragazzo è gravemente indiziato di truffa a carico di persone anziane. L’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari è emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica. Eseguita dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre del Greco che ha condotto le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica ed espletate dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Torre del Greco.

Il successo delle indagini è dovuto alla denuncia in base alla quale sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza cittadina. Le perquisizioni nell’abitazione dell’indiziato hanno fatto scoprire e sequestrare gli indumenti utilizzati dal ragazzo nel corso della truffa. Le immagini corrispondono alla sua fisionomia e si presume sia lui l’autore della truffa.