Lo sciopero generale promossa da Cgil e Uil è confermato. Il prossimo giovedì, 16 dicembre, il Paese vedrà molti settori bloccati in protesta contro il governo Draghi e la Manovra. Non ci sarà la Cisl, che ha ritenuto sbagliato scendere in piazza in questo momento, con i dirigenti, a partire dal segretario Luigi Sbarra, convinti che lo strumento migliore fosse continuare il dialogo e il confronto con l’esecutivo. Uno sciopero, questo, che segue quello di sette anni fa contro il Jobs Act dell’allora governo Renzi. Non tutti i settori, però, saranno coinvolti e i servizi essenziali saranno tutelati: dunque il Paese non andrà completamente in tilt.

«Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno del premier Mario Draghi e del suo esecutivo — si legge in una nota dei sindacati — la manovra è considerata insoddisfacente da entrambe le Organizzazioni sindacali. In particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne. E della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza. Per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile».

Il 16 dicembre lo scioperò durerà otto ore. Ci sarà la manifestazione nazionale a Roma, in Piazza del Popolo (con l’intervento dei segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri). Contemporaneamente proteste in quattro città: Milano, Bari, Palermo e Cagliari.