Mentre la variante Omicron si appresta a diventare dominante in Europa e nel mondo, un numero sempre maggiore di studi evidenzia come il nuovo mutante, in base ai primissimi dati raccolti, possa essere considerato meno grave delle varianti precedenti. Si tratta di studi preliminari, ma le prime evidenze – raccolte sia nel Regno Unito che in Sudafrica – sembrano indicare una minore letalità di Omicron. I dati raccolti, infatti, sembrerebbero indicare che meno persone necessitano di cure ospedaliere rispetto ad altre varianti. La sensazione, già espressa da esperti del Paese africano che per primo ha intercettato il nuovo mutante, potrebbe dunque non essere infondata.

Un primo insieme di dati è quello che arriva dal Regno Unito, precisamente da uno studio scozzese. Ha monitorato il coronavirus e il numero di persone che finiscono in ospedale. Secondo quanto riporta la Bbc online, la ricerca indica che, se Omicron si fosse comportata come Delta, sulla platea di pazienti esaminata sarebbero stati prevedibili circa 47 ricoveri in ospedale. Mentre al momento sono 15. Tuttavia, lo studio scozzese si basa su pochi casi e nel campione ci sono poche persone con più di 65 anni. Quelle dunque che sono le più a rischio. Quello che gli esperti continuano a temere, inoltre, è che – seppur più mite – la variante Omicron, vista la velocità con cui sta viaggiando, potrebbe portare un’enorme mole di casi.

E questo, per la legge dei grandi numeri, potrebbe ugualmente rischiare di sopraffare gli ospedali. Lo studio è condiviso con l’Organizzazione mondiale della sanità e i consulenti scientifici del governo britannico.