Dal nostro lettore Giuseppe Torelli di San Giorgio a Cremano riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Gentile Direttore, il 3 dicembre, causa un incidente domestico, mi sono recato al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare in quanto presidio sanitario prossimo a San Giorgio a Cremano. Giunto sul posto sono immediatamente accolto al triage, ove constatata la rilevanza del problema sono inviato al chirurgo di turno il quale mi informa che presso la struttura non c’è un chirurgo della mano. Per cui mi consiglia di rivolgermi al Pellegrini di Napoli, dove c’è un centro di eccellenza. In più mi consiglia di andarci con mezzi propri in quanto un trasferimento in ambulanza non avrebbe avuto tempi brevi. Quindi, dopo un semplice bendaggio, mi dirigo al nosocomio indicatomi (tralascio le peripezie per raggiungere l’ospedale alle 12.

Giunto sul posto, velocemente sono preso in carico da pronto soccorso che in poco tempo mi trasferisce al reparto di chirurgia della mano. La dottoressa di turno, con grande professionalità, procede alle operazioni del caso coadiuvata da personale infermieristico di ottimo livello. Sono edotto che per il danno riportato necessito di intervento chirurgico (lesioni di tre tendini). E che l’operazione potrà essere effettuata, nella migliore delle ipotesi, non prima di sette o otto giorni.

Il calvario

La nota dolente, che ha dell’assurdo, è rappresentata dal fatto che immediatamente dovevo essere ricoverato in pronto soccorso, verosimilmente in barella. In attesa che si liberasse un posto in reparto, solo in tal modo potevo essere inserito nella lista di attesa per l’intervento. Al che ho fatto rilevare di quanto fosse dispendioso per SSR (ogni giorno di ricovero costa circa euro 400,00 se non di più) una simile prassi rispetto ad attendere a casa il giorno dell’intervento considerato che nel periodo di attesa non sarei stato sottoposto ad alcuna terapia.

La struttura ha anche effettuato una ricerca sul territorio per eventuali posti liberi in altre strutture con esito negativo. A fine di una estenuante giornata, ritenendo inumano un lungo periodo in barella, inutile ed oltremodo oneroso per la collettività accettare una simile prassi ho optato per le dimissioni. Tornato al mio domicilio sono riuscito a trovare disponibilità presso una struttura privata convenzionata, gestita con buon senso, che mi ha fissato un appuntamento per il 7 dicembre per poi valutare il da farsi.

Giuseppe Torelli,   San Giorgio a Cremano