Daniele ha 15 anni ed è il simbolo della speranza più forte della malattia. Lui ha convinto i medici a tentare l’impossibile, così è tornato a casa per Natale, dopo un mese trascorso in ospedale. E’ salvo grazie a un cuore artificiale. Affetto da distrofia muscolare di Duchenne, una malattia neuromuscolare degenerativa, e da una cardiomiopatia dilatativa ipocinetica, al ragazzo è impiantato un “Heart Mate 3”. Un dispositivo permanente di terza generazione che, a differenza di quelli tradizionali, permette maggiore affidabilità, sicurezza e garanzia di funzionamento più a lungo. Non solo. La stessa tecnica di installazione è stata adeguata alle sue esigenze: ha considerato che l’adolescente su una sedia a rotelle, in modo da migliorare la qualità della vita, evitando difficoltà ulteriori pratiche, ad esempio le piaghe da decubito. L’operazione a Napoli non ha precedenti.

A intervenire l’équipe di “Assistenza meccanica al circolo e dei trapianti nei pazienti adolescenti” del Monaldi. Guidata da Andrea Petraio e coaduivata da Angelo Caiazzo e Giuseppe Ponticelli. «Il mio ringraziamento va altresì a tutto il team infermieristico, fondamentale nell’assistenza di tutto il percorso», sottolinea Petraio. Decisiva anche la collaborazione multidisciplinare con NeMO Napoli, che ha in cura il giovane. «Così rispondiamo alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari e neurodegenerative». Dice il manager dell’azienda dei Colli, Maurizio di Mauro.