Azzerare il caro bollette per le famiglie piu’ povere. Il governo mette sul piatto 900 milioni con l’obiettivo di potenziare il bonus sociale per i nuclei in difficoltà. Mentre le piccole e medie imprese potrebbero pagare il conto di luce e gas a rate. Dopo l’intesa siglata in Cdm, le misure saranno tradotte in un emendamento alla manovra atteso per domani. Ci sono 1,8 miliardi per annullare gli oneri generali di sistema per le utenze della luce fino a 16kwh, a beneficio di famiglie e piccole imprese, come bar e artigiani. Altri 600 milioni servono ad abbassare al 5% l’Iva per il gas (ora al 10% per le utenze domestiche, al 22% per le altre). Con mezzo miliardo si tagliano poi gli oneri sul gas.

Lo stanziamento

Fondi che si aggiungono ai due miliardi gia’ stanziati nella legge di bilancio. L’aumento dei costi del gas potrebbe pero’ non essere contingente e, come ha spiegato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il governo valuta “come aumentare la quota di produzione nazionale del gas, a parita’ di consumi interni, riducendo le importazioni”, usando di piu’ giacimenti chiusi “che possono essere riaperti in un anno”. La geopolitica conta non poco sul dossier energia e “l’Italia, assieme alla Francia, alla Spagna e ad altri Paesi, propone di muoversi insieme – ha detto il sottosegretario agli Affari Ue Enzo Amendola -, di avere un comune approccio non solo sul calmieramento dei prezzi ma anche per avere progetti comuni come quello sullo stoccaggio”.

Il tema dei prezzi energetici sara’ sul tavolo del summit dei leader Ue giovedi’, quando al Senato si vivranno ore calde sul fronte di una manovra che corre contro il tempo. Con qualche tensione sulle cartelle. Forza Italia ha alzato il tiro pretendendo una proroga (da 150 a 180 giorni) nell’emendamento atteso domani con le nuove aliquote Irpef ma il Pd ha alzato un muro. Piu’ che altro, per una questione di “reciprocita’ politica”, visto che gli azzurri una decina di giorni fa hanno stoppato il contributo di solidarieta’ a carico dei redditi piu’ alti proposto dal premier Mario Draghi e sostenuto dai dem, impedendo di modificare l’intesa sul taglio delle tasse. Se non si poteva modificare allora, non si puo’ fare ora, e’ il ragionamento del Pd, pronto a presentare subemendamenti davanti a un’eventuale proroga.