Decessi di persone fragili che potevano essere evitati, adottando le misure anti-Covid. E’ il punto di partenza di una indagine della procura di Torre Annunziata. Il gip oplontino ha emesso due misure cautelari del divieto temporaneo di esercitare l’attivita’ professionale o imprenditoriale. Sia con mansioni di diretta o indiretta assistenza alle persone fragili, nei confronti di due donne che sono indagate per abbandono di minori o incapaci. Nonchè omicidio colposo plurimo, e violazione delle leggi sanitarie in materia di esercizio di una struttura sanitaria del tipo Rsa. I pm avevano chiesto gli arresti con il beneficio dei domiciliari per entrambe.

L’indagine e’ partita da quanto accaduto durante la pandemia lo scorso anno in una casa famiglia intitolata a ‘Maria Immacolata e San Vincenzo de Paoli’ a Torre Annunziata. Il primo novembre nella fase piu’ acuta della seconda ondata del Covid 19 si richiese l’intervento dei carabinieri nella residenza per anziani. Qui c’erano 12 ospiti donne, alcune delle quali incapaci di deambulare, tutte risultate positive al coronavirus. Cinque di loro morirono nella prima decade di novembre.

Le accuse

L’emergenza sanitaria che si era determinata all’interno della struttura affrontata da volontari della cooperativa sociale Hp di Boscoreale. Da personale dell’Asl Napoli 3 Sud e dai carabinieri. Fin dalle prime battute dell’inchiesta, emerse che la struttura, gestita da una novantenne in qualita’ di presidente di un’associazione no profit e di fatto diretta da una sessantaduenne, ora indagate, era priva di titoli autorizzativi. Non aveva adottato alcuna misura preventiva per proteggere i suoi ospiti dal rischio contagio. Persino nel periodo di massima diffusione del virus, quando c’erano norme nazionali e regionali anticontagio, all’interno dell’Rsa non erano utilizzati dispositivi di protezione individuale. Non erano adottati i protocolli per garantire la sanificazione degli ambienti, e nemmeno inibito l’accesso a persone estranee.

Tant’e’ vero che all’interno della cappella si celebravano messe aperte a chiunque. Sarebbe anche carente l’assistenza sanitaria per le ospiti affette da malattie debilitanti. Perche’ non c’era personale medico specializzato che invece avrebbe dovuto esserci. Le anziane ospiti, per la procura, nel dilagare del virus, saranno lasciate in condizioni di sostanziale abbandono.