È morto stroncato da un arresto cardiaco Hugo Maradona, fratello più piccolo del celebre Diego. Hugo ha avvertito un malore questa mattina nella sua abitazione a Monte di Procida (Napoli), dove viveva da anni con la moglie Paola Morra. Inutile l’intervento dei sanitari che hanno tentato di rianimare il 52enne con un massaggio cardiaco. Il fratello del ‘Pibe de Oro’, che ha vissuto gli ultimi 35 anni in Italia, era sposato con rito civile da cinque anni con Paola ed era padre di 3 figli. Per lui un passato da calciatore, ma con meno fortuna di suo fratello Diego.

La carriera

Ha giocato nell’Argentinos Juniors e anche una stagione nel Napoli, nel 1987-88. Poi il trasferimento all’Ascoli e infine ha vestito le maglie di Rayo Vallecano e Rapid Vienna in Europa. Hugo qualche mese fa si è affacciato anche alla politica tentando di candidarsi come capolista di ‘Napoli capitale’, dell’ex An Enzo Rivellini. In coalizione con il candidato sindaco di centrodestra Catello Maresca. Candidatura saltata al fotofinish per la mancanza della cittadinanza italiana. Per la sua scomparsa cordoglio espresso dal presidente del club azzurro Aurelio De Laurentiis, dal vicepresidente Edoardo De Laurentiis. Dai dirigenti, dallo staff tecnico, dalla squadra e da tutta la Ssc Napoli.

Le squadre

Anche la sua ex squadra italiana dell’Ascoli lo ha ricordato esprimendo “profondo cordoglio alla famiglia Maradona per la prematura scomparsa di ‘Huguito'”. Ha voluto ricordarlo anche il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che ne ufficiò le nozze civili. “Abbraccio la moglie, Paola. Avevano scelto di vivere nella nostra terra. A Miliscola, al confine tra Bacoli e Monte di Procida. Ebbi l’onore, ed il piacere, di celebrarne le nozze civili. Fu un giorno emozionante e felice. Di Hugo ricorderò la semplicità. Era sempre tra la gente. Ed era diventato un figlio della comunità flegrea. Ricorderò i suoi racconti familiari dell’amato fratello. Diego”. Anche Peppe Pugliese, sindaco di Monte di Procida, comune nel quale risiedeva Hugo, si è detto “profondamente addolorato dalla scomparsa di Hugo, fratello di Diego e nostro concittadino. A nome mio, dell’amministrazione comunale e di tutta Monte di Procida esprimo il cordoglio alla moglie Paola, ai familiari e a tutti i suoi cari. Un uomo calmo, gentile, perbene che siamo orgogliosi di avere avuto qui, sul nostro territorio, per tutto questo tempo”.

Rivellini, che lo aveva spinto a candidarsi con Napoli capitale ricorda: “Il nostro 9 e 1/2, alla presentazione della sua candidatura, poi sfumata per le lentezze della burocrazia italiana, gli regalammo la maglietta di Napoli capitale con questo numero a dimostrazione della nostra stima e del nostro affetto e lui rise e giocò su questa cosa sapendo che il 10 è in eterno di Diego. Era di una semplicità, di una umanità e di una napoletanità unica. Anzi era rammaricato perché si sentiva un napoletano vero e non aver ricevuto la cittadinanza era per lui in dispiacere vero”.