Case popolari occupate. Il 9 novembre scorso, in via Egiziaca a Pizzofalcone a Napoli, è toccato a una professoressa 90enne che viveva lì da 60 anni. La donna si trovava in un’altra località per motivi di salute, quando la sua abitazione è finita scassinata e distrutta. «Non è il primo caso simile che avviene in questo palazzo storico che apparteneva al demanio e poi è passato al Comune», afferma Francesco Emilio Borrelli. Poi avvisa: «La signora chiede di tornare a casa, ma nessuno ha il coraggio di dirle la verità. Dal 2002 il palazzo è vittima di azioni di occupazioni continue.

Lo stesso parroco di zona, don Michele Pezzella, nella sua omelia ha sottolineato la gravità di una situazione ignobile. Non può più essere tollerata e per la quale serve un intervento netto e immediato delle istituzioni. A partire dal censimento degli occupanti di tutte le case popolari e comunali per proseguire poi con lo sgombero di chi non ha titolo, se non quello riconosciuto dalla camorra e dalla prevaricazione. Per troppo tempo si è fatto finta di non vedere».

Borrelli aggiunge che si è così arrivati «al paradosso che, in alcuni casi, i pregiudicati destinatari di misure restrittive abbiano indicato un alloggio occupato abusivamente per trascorrere gli arresti domiciliari, invece di stare in galera stanno comodamente a scontare la pena ospiti delle case di cittadini onesti a cui viene sottratto un bene fondamentale: la casa. Lo Stato non può essere complice. Su questa vicenda abbiamo ricevuto dettagliate segnalazioni che abbiamo inoltrato alla Questura, al Comando provinciale dei carabinieri e alla Polizia locale chiedendo un urgente intervento».