Ha aiutato i cugini più piccoli in tutti i modi. Nella fase più dura della pandemia gli ha fatto fare lezioni e compiti da remoto. Si è prodigato per aiutare la famiglia risolvendo un bel po’ di problemi con il web durante il lockdown. Un vero e proprio angelo Daniele De Angelis, 14 anni appena. Il ragazzino di Marano, popoloso comune alle porte Nord di Napoli. È uno dei 30 giovanissimi a cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito l’attestato d’onore di “Alfiere della Repubblica”. Per essersi distinti nel 2021 per l’uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network, nell’era della pandemia. Daniele non ha esitato a farsi in quattro per dare una mano ai due zii infermieri, costretti nel periodo più duro della pandemia a turni estenuanti nel reparto Covid dell’ospedale.

La coppia molto spesso era costretta a lasciare i figli con gli anziani nonni in un Comune diverso dalla loro residenza. Con le difficoltà che è facile immaginare. Daniele è un ragazzino giudizioso, che studia con profitto, segue le diverse attività promosse dalla scuola e svolge anche il compito di rappresentante di classe.

Cosa ha fatto

Ma Daniele non è soltanto un tipo sveglio è anche molto altruista. Mostra spirito di solidarietà verso i compagni, aiutandoli quando hanno problemi nello studio. Soprattutto non si sottrae a dare una mano in famiglia ai cugini più piccoli, quando si trovano in difficoltà. Li segue telefonicamente e da remoto sul personal computer, sostenendoli nei compiti. Risolvendo problematiche tecniche di connessione e caricando i documenti dei bambini sui vari portali scolastici. Daniele capisce che la pandemia ha provocato problemi enormi e non esita ad offrirsi agli zii per far studiare i cuginetti.

La zia ha raccontato che Davide una sera le disse al telefono: «Ci penso io a Sara, tu stai tranquilla e salva quante più vite umane puoi». La pandemia, sottolinea la motivazione alla base del conferimento dell’attestato di Alfiere della Repubblica, «ha posto in evidenza il valore del sostegno interno alle famiglie. Il senso di responsabilità di Davide verso i più piccoli è stato per gli zii di grande conforto».