«Siamo poco più di 25 vittime, segnalate in un solo giorno»: questo quanto ha scritto su Facebook e Instagram una delle protagoniste della brutta disavventura. Sono 25, infatti, le testimonianze di ragazze residenti in Puglia ma anche di altre parti d’Italia molestate per telefono. Lui, un uomo che si è finto ginecologo, tramite una telefonata con un numero privato, ha insistentemente chiesto alle sue vittime dettagli imbarazzanti della loro vita intima e sessuale. Per poi arrivare ad una richiesta assurda: fare una webcam per finire la consulenza medica, farle spogliare e verificare il loro stato di salute.

Quel “merdoso” – così lo definisce la 24enne che ha denunciato sui social l’accaduto – conosceva tutti i loro dati personali: date di nascita, numeri privati ed addirittura il numero dei loro luoghi di lavoro. Quella ragazza è riuscita a fermarsi in tempo, evitando il peggio ma non tutte hanno avuto o hanno la sua stessa lucidità. Per questo è da fermare e denunciare perché dietro quelle telefonate si nasconde un “disgustoso” tentativo di molestie sessuali.

Il racconto

Una storia raccapricciante. La vittima è una ragazza salentina che ha avuto la lucidità di capire che quanto le era richiesto era a dir poco strano. È riuscita a fermarsi in tempo, poi ha raccontato tutto sui social. Per mettere in guardia altre ragazze. E in effetti nel giro di 24 ore dal suo sfogo le testimonianze si sono moltiplicate, e continuano a farlo (adesso sono circa 40). Il sedicente medico avrebbe chiamato non solo donne salentine e di tutta la Puglia, episodi analoghi sono stati registrati anche in altre regioni d’Italia.

«Si è presentato come un medico, di cui non trovo traccia sui social – è la testimonianza della ragazza – Conosceva la mia data e luogo di nascita e mi ha chiesto se avessi fatto delle analisi ginecologiche a Tricase negli ultimi mesi, per poi avvertirmi di un’infiammazione che non mi era stata comunicata. Io, ingenuamente, ho pensato che fosse tutto ok. Specialmente perché questo dottore sapeva il fatto suo in questo campo e spiegava in modo molto sicuro i perché e i come».

Ma la cosa è presto degenerata: l’uomo faceva domande sempre più private, «e ai miei continui dubbi sul perché dover dare certe informazioni ha risposto che era per capire meglio da cosa fosse causata questa infiammazione. Le sue parole hanno confermato la maggioranza dei miei sintomi».

La videochiamata

Poi il passo successivo: il presunto dottore ha richiesto una videochiamata tramite Zoom o Hangout. Lui non ha acceso la videocamera, lei sì. «Io ho pensato volesse farsi vedere per una consultazione più diretta, finché non mi ha chiesto di mostrare “le mie grazie” per analizzare al meglio i miei sintomi. Mi sono rifiutata e innervosita, così ha continuato a farmi domande e mi ha detto che riceverò un’e-mail con tutti i dati per fare a fine mese un pap-test».

Gli indirizzi che ha fornito l’uomo sono tutt’altro che professionali, «ho chiamato il mio ginecologo e l’ospedale di Tricase e nessuno sapeva chi fosse – aggiunge la 24enne – definendo anormale questa procedura. È probabile ricevere una chiamata da un numero privato che provenga dall’ospedale. Ma di certo non si fanno quelle domande private che mi ha fatto, non si chiedono foto e non si contatta un paziente su Zoom». La vicenda è alquanto inquietante, a quanto pare le telefonate vanno avanti da mesi, c’è chi dice di aver ricevuto la chiamata sul luogo di lavoro e chi addirittura conferma di averne ricevuta una simile nel 2014. Sono donne che hanno subito molestie, donne i cui dati – anagrafici, sanitari – sono stati violati a dispetto di ogni forma di privacy.

L’appello

«Denunciamo – è ora l’appello della ragazza che ha fatto venir fuori l’inganno del molestatore – Se raccogliamo tutte le testimonianze in una sola denuncia allora forse non penseranno più che è inutile».