E’ Catello Avella, il datteraio di Castellammare di Stabia accusato di avere devastato i fondali di Punta Campanella. Durante la requisitoria nel processo ai pescatori di frodo in corso al Tribunale di Napoli, il pubblico ministero, Giulio Vanacore ha sostenuto nei suoi confronti l’accusa di disastro ambientale. La richiesta del pm è di 12 anni di reclusione, 12 mila euro di multa. Oltre alla confisca dei mezzi e degli strumenti utilizzati per prelevare il dattero di mare dall’Area Marina Protetta Punta Campanella. I soldi e i mezzi sequestrati all’imputato dovranno essere destinati ad attività dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, per il monitoraggio della costa devastata.

Su Catello Avella pesano numerosi precedenti specifici: è ritenuto dalla Procura un soggetto di caratura criminale, legato alla criminalità organizzata di Castellammare di Stabia. Durante le intercettazioni telefoniche è emerso che i luoghi in cui operava erano Punta Scutolo, nel Comune di Vico Equense, Punta Campanella e Capri. I reati attribuiti ai datterai sono di disastro e inquinamento ambientale e danneggiamento, con l’aggravante di aver commesso il fatto in area protetta.