Salvati da un materasso. Sì, perché Luca Piscitelli (nella foto) e la moglie avevano scelto di farsi consegnare il materasso nuovo proprio ieri per poi prendere possesso nell’appartamento e trasferirsi nell’abitazione sopra a quella in cui vivevano Mario e Giuseppina. «È stato uno choc avere una telefonata alle 7 del mattino e sentirsi dire: “la casa dove devi andare non c’è più”. Il mio primo pensiero è stato per Mario e Giuseppina. Mi hanno visto crescere, sono sempre stati buoni come e mi hanno aiutato con la casa. Quanto è successo ha dell’incredibile. Io, mia moglie e il mio figlioletto siamo dei miracolati. Sotto quelle macerie potevamo esserci noi. Non ci posso ancora credere».

Parlano di miracolo anche i vicini di casa, quelli della palazzina alta 6 piani (sedici famiglie) letteralmente “bersagliata” dai detriti lanciati a grande velocità dall’esplosione. Tapparelle divelte, portone deformato, auto parcheggiate distrutte dal peso dei detriti, vetri di finestre e balconi infranti. Lo scenario è quello di un post-terremoto. E proprio ad un terremoto hanno pensato gli inquilini degli edifici vicini alla palazzina distrutta dall’esplosione.

Giusy, operatrice sanitaria, è sotto choc. «Per il lavoro che faccio sono abituata a ritmi serrati, a soccorrere, ma sono rimasta impietrita. Il palazzo oscillava come quando c’è una scossa di terremoto. Il boato, il fragore dei vetri, dei detriti. Sembrava di assistere a un film in 3D. Invece era realtà. Abbiamo paura. I nostri garage non esistono più. Il portone del palazzo è danneggiato, abbiamo il timore per l’agibilità del palazzo». Un’altra donna per strada: «Abbiamo sentito il boato, poi polvere dappertutto e siamo scappati in pigiama».