Il reddito di cittadinanza cambia. Secondo la nuova bozza di manovra decade dopo due proposte di lavoro congrue rifiutate. Ma anche se non ci si presenta «almeno ogni mese», senza «comprovato giustificato motivo», presso un centro per l’impiego.  L’offerta è congrua se il lavoro dista «80 km dalla residenza» o vi si arriva in 100 minuti con mezzi pubblici. Il vincolo territoriale salta dalla seconda offerta: è congrua da qualsiasi luogo arrivi in territorio italiano. Quanto al decalage, la bozza del Cdm faceva calare di 5 euro al mese l’assegno dal sesto mese, ora il taglio parte dalla prima offerta congrua rifiutata.

Niente bollo per le certificazioni dei dati anagrafici

Niente imposta di bollo anche nel 2022 per le certificazioni dei dati anagrafici online. Lo prevede uno dei nuovi articoli inseriti nella nuova bozza della manovra. «L’Anagrafe nazionale della popolazione residente consente ai comuni la certificazione dei dati anagrafici, anche in modalità telematica. La certificazione dei dati anagrafici in modalità telematica è assicurata dal Ministero dell’Interno tramite l’Anpr. Mediante l’emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato, esenti da imposta di bollo» non più solo per il 2021, come previsto finora, ma anche per il 2022.

Cinquanta milioni in meno per pensioni anticipate

Nel 2022 diminuisce di 50 milioni il fondo per l’uscita anticipata dei lavoratori delle imprese in crisi. Nella nuova bozza della manovra infatti le risorse scendono da 200 milioni a 150 milioni. Restano invariati gli importi previsti per il 2023 e il 2024, pari a 200 milioni all’anno. Il Fondo è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico ed è «destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni».