Si è spenta una delle voci storiche dello sport italiano. Giampiero Galeazzi se nè andato a 75 anni nella sua Roma, al termine di una lunga malattia. Dal calcio alle Olimpiadi, passando per il canottaggio e il tennis, con cui ha accompagnato gli appassionati attraverso telecronache memorabili che hanno fatto la storia della tv. ‘Bisteccone’ (come era soprannominato per la sua mole), è entrato con tutta la sua carica empatica e la professionalità nelle case degli italiani. Il giornalista sportivo della Rai ed ex canottiere lascia una eredità in fatto di stile e capacità comunicativa che gli viene riconosciuta da tutti, colleghi e personaggi dello spettacolo. Così come stelle dello sport e politici.

I canottieri stabiesi

Memorabile la sua telecronaca a Seul ’88 con cui ha celebrato il successo dei fratelli Abbagnale, così come le sue interviste negli spogliatoi del Napoli dello scudetto. O ancora le telecronache agli Internazionali d’Italia o in Coppa Davis, soprattutto nella prima ondata d’oro del tennis azzurro. “La storia e la carriera di Galeazzi si sposano perfettamente con la figura di atleta della famiglia Abbagnale tutta. Ed era diventata un binomio inscindibile di atleta-voce. Si era creata una simbiosi che andava di pari passo. Questo ha fatto sì che si creasse oltre a competenza, bravura e affidabilità di Giampiero, un connubio che ci ha accompagnato nel tempo. Sia nella parte sportiva che subito dopo. Ancora oggi le sue telecronache sono tra le più cliccate e inflazionate”, ha commentato Giuseppe Abbagnale, presidente della Federcanottaggio. La sua impresa sportiva con il fratello Carmine è andata di pari passo con la voce concitata e piena di ‘pathos’ di Galeazzi negli ultimi metri di gara. Un crescendo rossiniano che gli italiani non potranno dimenticare.

I ricordi

“Era un cavallo di razza che apparteneva alla scuola dei Pizzul e dei Martellini, ha vissuto con i grandi della comunicazione. Aveva immagazzinato una serie di capacità che poi riusciva a trasmettere anche con la voce”, ha aggiunto Abbagnale con voce commossa. Si parla di ‘Bisteccone’ e spuntano storie, aneddoti, flash di vita vissuta passato accanto ad un ‘maestro’ ed un amico. E’ così che lo ricorda Paolo Bertolucci, uno degli artefici della Coppa Davis ’76, ex ct poi passato a fare il commentatore tv. “Ho avuto la fortuna di essere ‘battezzato’ da lui in cabina-commento. Ricordo che erano strette e tra me e lui ci si stava dentro di traverso. Con lui si commentava, si mangiava e di beveva. Era come un picnic all’interno di una cabina-commento”, ha dichiarato l’ex campione. Per l’ex canoista Antonio Rossi, le cui imprese d’oro a Sydney 2000 in coppia con Bonomi vennero glorificate dalle telecronache di Galeazzi, “si perde una grande voce dello sport e io perdo un grande amico”.

Gli altri

Per l’attuale sottosegretario allo Sport della Regione Lombardia resta un vuoto difficile da colmare. Anche il mondo del calcio si è stretto attorno alla figura del giornalista artefice di interviste ‘mitiche’ come quella realizzata negli spogliatoi del Napoli di Maradona nella festa scudetto del 1990. Corrado Ferlaino, l’allora presidente del club partenopeo, era lì con loro immortalato dalla tv, travolto dallo champagne: “Sono molto addolorato perché lo conoscevo bene. Era una persona per bene e un grande giornalista”. La Figc ha deciso di omaggiare il cronista della Rai poco prima di Italia-Svizzera mandando sul maxischermo alcune foto e leggendo un annuncio. “Ci ha lasciati un grande professionista, la voce di tanti successi Azzurri dello sport italiano. Era un tifoso appassionato della nostra Nazionale, lo ricordiamo con grande affetto”, ha commentato il presidente Gabriele Gravina. Mancherà la sua voce a molti, come traspare dalle voci di chi lo ha conosciuto. “Sei stato speciale sia come inviato che come uomo”, è il pensiero nitido e lineare del ct Roberto Mancini nel ricordare una voce che alimentò la passione sportiva di tutti gli italiani.