Canoni recuperati dalla Vodafone, che non aveva mai pagato per l’installazione delle antenne stazioni base di telefonia mobile, e investiti nella riqualificazione di un’arteria principale di Sant’Anastasia. L’annuncio era stato dato in estate dal consigliere Mario Gifuni e dal vicesindaco Mario Trimarco, delegato al bilancio nella giunta del sindaco Carmine Esposito: spulciando nei capitoli del bilancio comunale, ci si era resi conto che ormai da anni, nonostante ne fosse previsto l’incasso, la multinazionale di telefonia cellulare e fissa che opera in più paesi del mondo con proprio marchio, era morosa, ossia si limitava a versare ogni mese poco più di mille euro per la mera occupazione di suolo pubblico, al contrario di altri gestori che rispettavano invece i contratti di locazione. La somma totale dovuta dalla Vodafone al Comune era di circa 120 mila euro.
“Dopo una lunga e difficile contrattazione, metà della somma è stata restituita al Comune – spiega il vicesindaco Trimarco – soldi che dal 2015 non erano mai stati reclamati, nonostante esistesse una nota in merito firmata dall’allora responsabile della ragioneria, dott.ssa Rossella Romano. Noi siamo riusciti a recuperarli e stiamo tentando di fare altrettanto con gli altri 60mila euro che la Vodafone dovrebbe all’Ente, in caso contrario le antenne per così dire morose saranno rimosse dal territorio”. Partendo dall’assunto che il denaro non incassato dal Comune è denaro in meno per i servizi ai cittadini, il sindaco Esposito e il vicesindaco Trimarco avevano annunciato poco più di un mese fa che queste entrate recuperate sarebbero state destinate in opere e servizi per la comunità. “E così è stato – dice Trimarco – abbiamo fatto una variazione di bilancio finanziando il rifacimento di via Antonio D’Auria e la relativa ripavimentazione, un’operazione che in accordo con il sindaco e i colleghi di giunta abbiamo voluto fortemente. Tengo alla chiarezza, ma anche alla sostanza dell’azione politico – amministrativa e quest’operazione dimostra che non si può amministrare facendo solo i “ragionieri” bensì occorre affrontare i problemi e risolverli, l’esempio che quando si lavora con coscienza i risultati arrivano”.