Cellulare su una mano con il Qrcode del green pass e tesserino per timbrare dall’altro. Le amministrazioni pubbliche hanno retto senza problemi l’impatto del primo giorno il ritorno al lavoro in presenza. I ministeri hanno preparato con attenzione l’operazione ‘certificato verde’ e a parte qualche piccola coda inevitabile, non hanno registrato problemi. Anche perché da una parte sono state scaglionate le entrate e i ritorni, dall’altra sono aumentati i certificati medici presentati. I dati in quest’ultima caso riguardano sia il lavoro pubblico che quello privato ma indicano che alla fine della mattinata all’Inps erano arrivati 47.393 certificati di malattia, in lieve aumento (5,5%) rispetto a due settimane prima ma con un deciso balzo (+23,3%) rispetto al venerdì precedente. Le amministrazione pubbliche si sono comunque attrezzate.

Al dipartimento per la funzione pubblica – il cuore dell’ organizzazione della Pa – lo scanner per la temperatura controlla anche il green pass. Nell’immenso falansterio dei ministeri economici c’è invece un totem per il green pass, la telecamera per la temperatura e poi il tradizionale tornello per l’ingresso. Va però detto che il green pass viene associato al tesserino del lavoratore e vale 24 ore, quindi è possibile uscire per uno spuntino. In pratica la ‘pausa-caffè’ è salva, anche se al ministero dell’Economia ci sono due bar interni e – ovviamente – sarebbe inutile ripetere la stessa operazione nello stesso giorno.