È iniziato, davanti ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata, il processo che vede imputato Massimo Marano, marito di Serafina Aiello, detta Sara, la 36enne di Pimonte deceduta la notte del 3 giugno 2015 nella sua casa di Pompei secondo le indagini dell’epoca per cause naturali. La morte di Sara sopraggiunse mentre Marano la stava filmando con lo smartphone, durante quella che sembrava essere una crisi respiratoria, senza prestarle soccorso. Un video che, riferì l’imputato, stava girando su indicazione di un medico il quale attraverso quelle immagini intendeva formulare una diagnosi più precisa sul malore che aveva colpito la donna.

Fu questa circostanza e il materiale investigativo raccolto a spingere gli inquirenti a chiedere e ottenere dal giudice il rinvio a giudizio per omissione di soccorso e, ora, anche a fare istanza per riqualificare il reato in omicidio colposo. Gli atti con i quali viene chiesta la riqualificazione del reato sono stati inviati già al Presidente del Tribunale per la fissazione dell’udienza preliminare. La famiglia, ora difesa dall’avvocato Felice Forgione, non si è mai arresa e grazie al lavoro svolto dai consulenti italo americani di EmmeTeam è riuscita a raccogliere materiale investigativo ritenuto utile e a farsi consegnare l’audio delle chiamate effettuate dopo il decesso della vittima, dal marito al 118, consentendo così di ottenere la consulenza che ha portato all’incriminazione di Marano.