Le diossine ad Airola, il paese del rogo, tornano rientrano al di sotto del valore di riferimento. E il monitoraggio si sposta nel centro abitato in provincia di Benevento, dove si sente ancora un odore acre causato dal fumo sprigionato dalla nube tossica. Non solo: fra giovedì e venerdì scorso, si evidenziano «temporanei aumenti nella concentrazione del benzene e, meno pronunciati, del toluene». Ma anche a Napoli si registrano ripercussioni. Nella centralina vicino al Mann, il museo archeologico, si nota un aumento concentrazioni di particolato in concomitanza con l’incendio.

Lo segnalano i tecnici dell’Arpac che hanno dato il via anche ai prelievi di campioni di acqua e suolo per il monitoraggio di possibili effetti della ricaduta dei contaminanti prodotti dal processo di combustione nelle aree circostanti l’opificio incendiato. Previsti esami anche nell’hinterland di Napoli e Caserta.