Prima il distanziamento, poi le mascherine al chiuso e solo alla fine il Green pass. A dettare il ritmo per la futura rimozione delle restrizioni in Italia è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Un ritorno alla normalità a cui però, come precisa lo stesso chirurgo intervenendo a Radio Capital, ci si approccerà con «cautela», tant’è che appunto «si procederà per gradi». Una cautela appunto, che non consente al momento di definire quando percorso inizierà a tutti gli effetti.

Nonostante si avvicini il termine ultimo per la scadenza dello Stato di emergenza infatti, con ragionevole certezza il 31 dicembre non porterà con sé l’eliminazione di tutte le restrizioni anti-Covid né del Green pass. Innanzitutto perché l’emergenza in sé non può dirsi conclusa, anzi. E di conseguenza anche perché la campagna vaccinale, e quindi la funzione primaria della certificazione verde. Pass concepito nella sua versione italiana come stimolo alle immunizzazioni), ha ormai già imboccato la strada di una nuova estensione.

Resteranno quindi con buona probabilità delusi quei lavoratori che hanno scelto di non vaccinarsi. Anche sperando di dover solo “stringere i denti” fino alla fine dell’anno pagagandosi i tamponi o rinunciando allo stipendio. Certo, ci sarà bisogno di nuovi provvedimenti ordinari che incardinino il Green pass. Quindi servirà un notevole lavoro di raccordo politico all’interno della maggioranza. Ma Palazzo Chigi non ha mai fatto mistero che la possibilità è concreta ed è sul tavolo. Specie ora che l’Rt e le ospedalizzazioni sono in lieve risalita, e in molti Paesi vicini (specie dei Balcani) la situazione del contagio appare già fuori controllo.