«È un po’ come rifare un palazzo antico senza far uscire gli abitanti. Complicato assai ma si può fare. Noi ci stiamo provando e ci riusciremo». Il paragone è scritto in una nota dell’Eav che, dopo il blocco del treno nei pressi del terminal di Porta Nolana con i passeggeri costretti a raggiungere a piedi sui binari la vicina stazione, spiega le ragioni del disservizio causato dal forte vento. «Le forti raffiche hanno creato problemi ad un pantografo di un treno – hanno detto i vertici dell’azienda di trasporto – che a sua volta ha causato la caduta della linea aerea nel piazzale di Porta Nolana. I passeggeri a bordo del treno, che si è fermato a poche centinaia di metri dalla stazione, hanno preferito scendere sui binari per raggiungere la stazione. Il tutto è avvenuto in sicurezza».

Nel comunicato i vertici dell’Eav, chiariscono i progressi e progetti sui quali si proietta l’azienda e parlano di equilibrio finanziario, l’azzeramento dei debiti, le assunzioni. «Abbiamo ordinato 40 nuovi treni e per l’infrastruttura stiamo per ricevere 300 milioni dal Pnnr per il rinnovo di tutta la rete vesuviana. A breve – concludono – usciremo con un “Dialogo competitivo” una gara alla quale parteciperanno, ci auguriamo, i maggiori player internazionali del settore per una sfida epocale: rinnovare segnalamento, gallerie e rete senza mai interrompere il servizio».

Intanto anche ieri mattina gli utenti hanno segnalato file chilometriche per l’acquisto del ticket sia alla metro (che non dipende da Eav ma da Anm) che alla Circumvesuviana. «A piazza Garibaldi in centinaia hanno dovuto attendere ore prima di poter salire sui treni. Questo disservizio non invoglia all’utilizzo dei mezzi pubblici a discapito della mobilità sempre più caotica in città. Siamo di fronte a un diritto negato, i cittadini napoletani e campani sono impossibilitati a usufruire dei mezzi pubblici. Non si può iniziare con le file chilometriche solo per l’acquisto ticket senza considerare l’attesa per l’arrivo del mezzo e le condizioni di viaggio. In Campania il sistema trasporti non va bene. È giunto il momento di riorganizzare la macchina del trasporto pubblico, renderlo funzionante e affidabile, come nei paesi civili» ha detto Francesco Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.