La sentenza di condanna era divenuta esecutiva. Per Adriano Graziano, 54 anni, di Quindici, ai vertici del clan omonimo protagonista della faida che da quaranta anni miete vittime nel Vallo di Lauro, si sarebbero aperte le porte del carcere. Tutto non appena la Corte d’Appello di Napoli avesse emesso l’ordine di carcerazione per una pena di dieci anni di reclusione. Ma prima che gli agenti della Squadra mobile della questura di Avellino lo raggiungessero a casa, Adriano Graziano ha fatto perdere le sue tracce. Condannato per associazione mafiosa e al termine dei dieci anni di carcere, sara’ sottoposto a tre anni di liberta’ vigilata. Per giorni la polizia lo ha cercato ovunque, e Graziano, sentendosi braccato, ha deciso di costituirsi.

La sua fuga e’ terminata a Roma, nel carcere di Rebibbia, dove si e’ presentato nel tardo pomeriggio di oggi. Coinvolto nella strage delle donne, del 2002 a Lauro, quando la sorella, la cognata e la figlia del boss Biagio Cava furono uccise dai Graziano, Adriano, figlio del vecchio boss Luigi Salvatore Graziano, era uscito nel 2014 dal regime di 41 bis.