La Polizia Metropolitana di Napoli ha reso noto il bilancio delle tre giornate di pattugliamenti effettuate dalla task force contro il bracconaggio e l’abbandono di rifiuti messa in campo dal Comandante Lucia Rea. “Ad eseguire i controlli 8 unità del Corpo di Polizia della Città Metropolitana e una decina di guardie volontarie venatorie e zoofile di Lipu e WWF, storiche associazioni ambientaliste. Due le aree perlustrate.

Il Nolano

Nella prima, afferente ai territori dei comuni di Nola, Palma Campania e Scisciano, la Polizia Metropolitana e le guardie Lipu hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cacciatore per aver abbattuto tre tordi bottacci con l’ausilio di un richiamo acustico elettromagnetico vietato. Sequestrati un fucile calibro 12, nove cartucce, i tre tordi morti e il richiamo vietato. Il cacciatore era sprovvisto di polizza assicurativa e non aveva pagato le tasse per esercitare l’attività venatoria.

Inoltre esercitava la caccia ad una distanza inferiore ai 100 mt. dalle abitazioni con grave pericolo per l’incolumità pubblica. Altri due cacciatori sono verbalizzati per violazioni amministrative. Rilevati numerosi abbandoni di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi nelle campagne. Tutto prontamente segnalato ai Comuni di competenza per la rimozione e la bonifica. Il totale delle sanzioni amministrative comminate è pari a circa 3000 euro.

I tordi

Tra ottobre e novembre è intensa la migrazione autunnale dei tordi, oggetto di vere e proprie stragi a causa del diffuso utilizzo di richiami vietati, tecnologicamente avanzati in quanto dotati anche di telecomando.

La seconda area è, invece, quella della Riserva naturale dello Stato Cratere degli “Astroni” e Parco regionale dei Campi Flegrei (Napoli). Il blitz della Polizia Metropolitana e delle guardie volontarie del WWF ha condotto al sequestro di un impianto acustico illegale finalizzato ad attirare la fauna selvatica, celato in una cassetta di ferro zincato cementata al suolo e chiusa con un lucchetto blindato. Il sistema era alimentato da una batteria per auto sostenuta da un pannello fotovoltaico. L’impianto era attivato nelle ore notturne, grazie all’ausilio di un timer, per attirare le quaglie, che erano poi abbattute alle prime luci del giorno. Una attività di caccia vietata, per giunta svolta in un territorio protetto.

L’impianto

L’impianto è individuato mediante gli innovativi sensori acustici Guardian, forniti da RainForestConnection, Ong statunitense, installati presso la Riserva. I sensori ‘ascoltano’ il bosco e attraverso un complesso sistema di Intelligenza Artificiale riconoscono e classificano i suoni. Essi sono in grado di riconoscere l’abbaio dei cani, lo sparo da arma da fuoco, il motosega e tante altre emissioni sonore. Gli operatori del WWF ricevono un’allerta sul proprio smartphone in tempo reale che veicolano alla Polizia Metropolitana.