Riparte la stagione delle bombe e ritorna a parlare la musica degli esplosivi. A Scafati tra estorsioni e guerre per il predominio territoriale sono sempre le bombe a squarciare la tranquillità cittadina. I nuovi padroni scafatesi si contendono il territorio. Questa volta i carabinieri della tenenza di Scafati sono riusciti a prevenire quello che secondo gli artificieri intervenuti aveva prodotto crateri e distrutto saracinesche qualora avesse colpito il bersaglio. L’ordigno artigianale avrebbe prodotto un’esplosione dagli effetti micidiali e devastanti. Un attentato intimidatorio che secondo il PM era stato preparato contro fazioni opposte con grossi quantitativi di esplosivo. Un’azione in grande stile con chili di polvere pirica. Nella giornata di venerdì i carabinieri di Scafati avevano tratto in arresto Rosa Francesco, trentottenne pluripregiudicato scafatese. Una fonte confidenziale aveva segnalato che presso la sua abitazione fossero occultate bombe carta che dovevano essere utilizzate per azioni intimidatorie nella guerra di spartizione del territorio che vede fronteggiarsi diverse organizzazioni criminali.

Il Rosa era un sorvegliato speciale marcato ad uomo che stava preparando secondo la Pubblica Accusa un’offensiva contro organizzazioni rivali in un momento in cui i vari clan cercano di riaffacciarsi sul territorio che ha lasciato ampi spazi dopo i recenti arresti. Nell’immediatezza il PM di turno aveva disposto la traduzione nel carcere di Fuorni di Rosa Francesco accusato di violazione della normativa sulle armi ed esplosivi, essendo l’ordigno rinvenuto presso la sua abitazione “arma da guerra” dagli effetti devastanti.

All’udienza di convalida il PM aveva chiesto il carcere ma il GIP ha condiviso le ragioni difensive sostenute dall’avvocato Gennaro De Gennaro del Foro di Torre Annunziata ed ha scarcerato il Rosa Francesco, applicando la misura dell’obbligo di presentazione alla PG. Il Rosa ha potuto così lasciare il carcere di Fuorni per ritornare in libertà.