“La grande fuga dei medici convenzionati dall’emergenza territoriale 118 e dai Pronto Soccorso verso altri servizi meglio remunerati e meno rischiosi e’ legittima e comprensibile. Questo spiega la grande battaglia del Saues, il Sindacato Autonomo Urgenza Emergenza Sanitaria, per il passaggio dei convenzionati del 118 alla dipendenza. Non solo scongiureremmo il collasso del servizio, non solo garantiremmo diritti e tutele a quanti attualmente ne sono privati, ma anche i giovani medici accetterebbero intanto l’incarico in regime di convenzione nella prospettiva che nel futuro anche loro potrebbero transitare nei ruoli del servizio sanitario nazionale”. Lo afferma il presidente del Saues, sindacato autonomo urgenza emergenza sanitaria, Paolo Ficco.

“Il Saues – spiega Ficco – ha promosso norme nazionali ad hoc ed organizzato numerose manifestazioni anche sotto le sedi del ministero della Salute e del Governo: siamo per una riforma radicale della medicina territoriale, per l’indennita’ aggiuntiva per rischio professionale ai medici dipendenti di PS e di ET ed entro tre mesi il Consiglio Nazionale del nostro sindacato avviera’ una rielaborazione del proprio progetto RiSEST dei servizi di emergenza sanitaria (che sara’ possibile scaricare dal sito saues.it) presentando proposte innovative del sistema sanitario territoriale integrato con quello ospedaliero, rispettando l’assoluta liberta’ dei medici di Assistenza Primaria nello scegliersi un rapporto di lavoro libero-professionale di tipo convenzionale (e non subordinato), ritenendo noi per primi che tra paziente e medico debba intercorrere sempre un rapporto di massima fiducia”.

“Nonostante le grandi difficolta’, siamo e resteremo al fianco dei medici convenzionati del 118 intenzionati a passare alla dipendenza e dei medici dipendenti oramai stremati da un eccessivo e intollerabile carico di lavoro. Il Saues, sia chiaro, tutela i medici di emergenza sanitaria perche’ difendendo chi cura gli ammalati salviamo un servizio 118 oramai al collasso e garantiamo il diritto alla salute dei cittadini sul territorio, soprattutto nelle situazioni di emergenza”, conclude il presidente del Saues.