“Ieri abbiamo avuto un problema al campo rom di Giugliano in Campania. Abbiamo fatto il tracciamento per un cittadino che era ricoverato per Covid. Nella sua famiglia, di otto membri, sono risultati tutti positivi. Abbiamo avviato una campagna di screening generale e, su 452 rom censiti nell’insediamento di Giugliano, abbiamo fatto il tampone a 270 persone. Gli altri non hanno ritenuto di farsi il tampone. Abbiamo trovato 35 positivi complessivamente. Non sono tantissimi, ma bisogna stare attenti. Se non li individuiamo questi giovanotti se ne vanno in giro per il mondo a trasmettere il contagio. I focolai possono accendersi ovunque, questo e’ il motivo per cui bisogna completare la campagna di vaccinazione”. Lo ha affermato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella consueta diretta del venerdi’ su Facebook.

L’analisi dei 270 tamponi effettuati nella giornata di ieri nel campo rom di Giugliano in Campania ha evidenziato la presenza del virus in 82 campioni. Al momento sono circa 200 le persone che hanno rifiutato di effettuare i tamponi. È quanto comunica l’Asl Napoli 2 Nord al termine di un incontro tra la direzione dell’azienda sanitaria locale e i servizi sociali dei Comuni di Napoli e Giugliano per definire le misure utili a garantire la salute dei contagiati da Covid che vivono nel campo rom a seguito di un caso di positività riscontrato. Al momento, fa sapere l’Asl, le condizioni di salute dei contagiati sono “mediamente soddisfacenti”, ma per poter garantire l’assistenza sanitaria domiciliare a un numero così elevato di persone, l’Asl allestirà un presidio sanitario stabile, avvalendosi anche di una tenda da campo all’ingresso dell’area.

“In tal modo – si legge in una nota – le terapie abitualmente erogate a domicilio saranno assicurate ai contagiati che abitano il campo nel presidio allestito dall’Asl. L’obiettivo dell’azienda è prestare assistenza domiciliare ai pazienti e monitorare l’andamento del contagio. I servizi sociali dell’ambito socioassistenziale e dei Comuni garantiranno un importante supporto nella mediazione culturale tra la popolazione rom e i sanitari e nel rifornire gli abitanti di alimenti e beni di prima necessità”. L’auspicio è che queste misure e l’isolamento del campo prescritto da un’ordinanza regionale possano portare al “contenimento del focolaio nel più breve tempo possibile. In tal senso appare essenziale il lavoro di controllo degli accessi e delle uscite al campo che le forze dell’ordine stanno mettendo in atto e che si auspica possa continuare con sempre maggiore intensità. Allo stesso tempo ci si augura che la popolazione residente nel campo presti la massima collaborazione nel rispettare l’isolamento e sottoporsi ai tamponi diagnostici e alle terapie prescritte”.