Due adolescenti salernitani sono destinatari di un’ordinanza cautelare che dispone il collocamento in comunita’: entrambi minorenni, sono ritenuti responsabili di gravi episodi di revenge porn e di diffusione di materiale pedopornografico. L’inchiesta, coordinata dalla Procura per i Minorenni di Salerno, inizialmente ha permesso di appurare che uno dei due ragazzi aveva diffuso tramite Whatsapp un video sessualmente esplicito della sua ex fidanzata. Immagini che, successivamente, sono state “barattate” dall’amico su chat di gruppo WhatsApp e Telegram, innescando un conseguente effetto a catena. Gli accertamenti effettuati sui telefoni cellulari degli indagati hanno permesso di appurare la detenzione di una ingente quantita’ di materiale pedopornografico ritraente altre minorenni. Un segnale, rilevano gli investigatori, che conferma la pericolosita’ del sexting, ossia lo scambio di contenuti sessualmente espliciti in rete.

Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Salerno, guidata da Patrizia Imperato, sono state effettuate dagli agenti della Polizia Postale e dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri. Accertamenti tecnici che hanno permesso di ricostruire diversi episodi legati al fenomeno del sexting. Gli investigatori hanno accertato, come detto, che uno dei minorenni ha inoltrato tramite WhatsApp un video sessualmente esplicito della sua ex fidanzata, con il chiaro intento di danneggiarla. Immagini che, successivamente, hanno raggiunto centinaia di persone. Dalle indagini, infatti, e’ emerso che il minorenne che aveva ricevuto il video dall’amico, lo ha condiviso in chat di gruppo su Telegram e WhatsApp. Dall’analisi dei cellulari sequestrati ai due indagati e’ emersa, poi, la detenzione di un’ingente quantita’ di materiale pedopornografico ritraente altre minorenni anche di eta’ giovanissima, mentre posavano in atteggiamenti intimi.

Gli investigatori ritengono che i contenuti possano essere stati acquisiti attraverso il nuovo ed allarmante fenomeno del sexting, molto diffuso tra i giovani, e che prevede lo scambio in rete di materiale hot. In particolare, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, uno dei due minorenni avrebbe effettuato un vero e proprio baratto, provocando la diffusione ‘inarrestabile’ dei contenuti pedopornografici. In uno dei due telefonini, tra l’altro, e’ stato rinvenuto un annuncio pubblicitario dal contenuto inequivocabile: “scambio foto della mia ex per pedo”, corredato da una immagine intima di una minore salernitana.