Una passeggiata sul Lungomare di via Caracciolo ha rischiato di finire in tragedia per una donna napoletana cinquantenne domenica 5 settembre; dopo aver reguardito l’automobilista che stava per investirla mentre attraversava sulle strisce pedonali, è stata aggredita, insultata e ferita al braccio con un coltello. Stando al racconto della vittima, che è intervenuta anche in diretta telefonica a La Radiazza con il consigliere regione di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli (in seguito alla segnalazione di Pino Grazioli), la donna, una volontaria a favore dei senzatetto, era intenta ad attraversare le strisce pedonali quando ha rischiato di essere investita da un’auto che si è fermata a pochi centimetri da lei, dando la sensazione di volerla sfidare quasi per gioco. Dopo aver candidamente redarguito il guidatore è stata ricoperta da una valanga di insulti volgari ed osceni, ma non solo. La donna è stata raggiunta dalla compagna dell’automobilista, nel frattempo uscita dall’auto, che dopo aver estratto un coltello a scatto dalla borsa, ha colpito la signora con due fendenti al braccio ferendola anche al muscolo. Fortunatamente la donna è stata prontamente assistita da un gruppo di ragazzi e, una volta in ospedale, ha immediatamente sporto denuncia alle forze dell’ordine.

Stando agli ultimi dettagli, la persona incriminata sarebbe un esponente di un clan di Forcella. Si esprimono così Borrelli e Simioli: «Innanzitutto esprimiamo la nostra solidarietà alla signora a cui va tutto il nostro appoggio per aver avuto tanto coraggio nel denunciare e di non essersi fatta intimidire da questi criminali. Napoli, purtroppo, è sempre più infestata da questi delinquenti e violenti che stanno rendendo le strade off limits per la gente perbene. Aggrediscono le persone e addirittura le uccidono per nulla come è avvenuto l’altra sera al rider pestato a sangue da una baby gang per non aver accettato di essere bullizzato. Se non si interviene in maniera determinata ed ostinata a breve la città sarà totalmente in mano ai clan, ai criminali e alla mala gente. È questo ciò che si vuole? Sicuramente no. Per questo serve la certezza della pena per fermare questa criminalità dilagante».