L’ipotesi è quella del tentato omicidio relativo ad una vicenda del marzo 2021, dopo una lite tra rider nella zona di Miano, periferia a nord di Napoli. Le misure cautelari sono state eseguite stamattina dalla squadra mobile di Napoli, su richiesta della procura di Napoli, settima sezione. Le attività di indagine sono state svolte senza l’ausilio di intercettazioni, ma con attività più tradizionali, acquisizione di immagini e videocamere di sorveglianza e l’ascoltato delle persone presenti. La squadra mobile è riuscita in questi mesi a ricostruire il movente dell’aggressione, ovvero un diverbio tra rider di opposte compagnie. Le indagini sono partite dopo la denuncia di aggressione di uno dei soggetti coinvolti nella vicenda, che sosteneva di essere stato derubato del motorino. In ospedale è stato ricoverato in gravi condizioni anche l’altro rider. La squadra mobile con delega della procura ha posto in collegamento i due episodi. La denuncia del primo rider e il ricovero contemporaneo del secondo. È stata così avviata un’articolata attività di indagine che ha consentito di ricostruire i fatti e portare all’arresto ai domiciliari del 30enne indagato, come disposto dal gip presso il Tribunale di Napoli.

La lite tra i due rider è esplosa a causa di una mancata consegna di un ordinativo. Il rider che ha avuto la peggio, riportando ferite da arma da taglio in parti vitali, e giunto in ospedale in pericolo di vita, si era recato presso l’attività commerciale per ritirare un ordinativo. Ha trovato l’ordine già esaurito da un suo concorrente. Il 30enne oggetto di ordinanza cautelare invitava il concorrente a seguire le zone che non fossero comprese nella parte di Miano e Napoli Nord (il rider aggredito lavora per lo più nel centro storico di Napoli) e quindi interpretata come una sorta di invasione di competenze da parte del soggetto. Ne è nata una colluttazione nel corso della quale il 30enne ha attinto con diverse coltellate l’altro rider. La vicenda si è poi sviluppata con il tentativo da parte del feritore di sottrarsi alle ricerche della polizia denunciando il furto del motorino, che in effetti gli era stato sottratto. Raccontava di essere stato lui colpito con un coltello, ma non presentava ferite da arma da taglio. Il 30enne aveva anche tentato di occultare all’interno dell’attività commerciale, dove era conosciuto, il coltello, con il quale aveva ferito l’altro soggetto. Coltello ritrovato poi dalla squadra mobile.