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“Mare a Sorrento? Troppo costoso per le famiglie, viaggi lunghissimi dal Vesuviano. È utopia”

Mare in Penisola sorrentina? Un’utopia per molti. Proibitivo economicamente per chi ha famiglia e figli piccoli, difficile entrare in spiaggia per molti. E si accende il dibattito. Gaetano Milano, direttore della Fondazione Sorrento, analizza il pienone ferragostano, composto per lo più da turisti italiani, e ne scrive “Tutto nasce dall’equivoco di considerare la Penisola stazione balneare. Equivoco amplificato dalla presenza predominante di italiani che intendono la vacanza in ragione della fruizione del mare, rispetto ai turisti d’oltralpe che preferiscono la “pace” delle piscine. La carenza sta nei numeri: nella sola Sorrento vanno stimate circa 20.000 presenze giornaliere e l’80% vuole andare al mare. Noi questo spazio (pubblico o privatizzato che sia) non ce l’abbiamo, considerando anche i residenti. C’è rimedio? Probabilmente no, tuttavia sarebbe utile puntare al recupero di quegli spazi oggi preclusi (Solara, Pignatella, etc.) e di una diversa organizzazione di quello che c’è”.

Su 28 chilometri di costa da Marina di Stabia a Punta Campanella, solo il 20% è costituito da spiagge o rocce balneabili, praticamente in concessione. Irrisori i tratti liberi. Restano fuori il litorale di Castellammare lungo 2,4 chilometri e il Miglio Blu di Massa Lubrense.  Gaetano Maresca nel suo blog la Riviera.it indica la speranza e soluzione del problema fissando la data alla prossima estate quando la Gori Spa, che ha incassato 25 milioni di euro per portare le sue fogne dai comuni di Pimonte, Lettere, Casola e Gragnano (che scaricano sul lungomare) al depuratore alla foce del Sarno, potrà liberare il tratto che va dalla Villa a Marina di Stabia, rendendo balneabili quella zona, un tempo spettacolare. Attualmente gli abitanti, soprattutto i più giovani, del Vesuviano, sono costretti a realizzare “il viaggio del mare” per approdare sulle spiagge di Vico, Meta e Sorrento dove l’affollamento, visto anche le restrizioni delle entrate in conseguenza alla pandemia, è assicurato.