Nell’ultima settimana, sebbene il dato non sia ancora consolidato, si registra un «rallentamento della crescita dei casi Covid nelle fascia 10-29 anni, mentre continuano a crescere i casi in tutte le fasce di età sopra i 40 anni». Si osserva in particolare che «l’incidenza nella fascia 50-59 per la prima volta da inizio maggio è superiore a 50 casi per 100.000 abitanti». Da ciò un lento aumento anche del tasso di ospedalizzazione. A rilevarlo l’Istituto superiore di Sanità nel documento esteso del monitoraggio settimanale oggi sul sito Epicentro. Aumenta poi l’età mediana dei soggetti che hanno contratto l’infezione (32 anni).

Dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati 700.985 i casi Covid tra i bimbi e tra i giovanissimi (0-19 anni); 31 le vittime di cui 6 sotto i tre anni. Questi i dati aggiornati al 18 agosto e contenuti nel documento esteso del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità pubblicato oggi sul sito Epicentro. In particolare, la maggioranza dei casi Covid nelle fasce più giovani, da inizio epidemia sono stati registrati nella fascia 14-19 anni con 291.860 casi, poi la fascia 11-13 con 124.857 casi; 6-10 anni con 161.40, 3.5 anni con 68.836 casi Covid e infine sotto i tre anni con 54.022 casi di infezione Covid.

Per quanto riguarda le giovani vittime del Covid, 6 da inizio epidemia avevano meno di tre anni, 4 tra i 3 e 5 anni, 6 tra 6 e 10 anni, 7 tra 11 e 13 anni e 8 tra 14 e 19 anni. L’Iss mette poi in evidenza che «come ormai ben noto, si osserva che la letalità del Covid-19 cresce con l’aumentare dell’età dei pazienti ed è più elevata nei soggetti di sesso maschile a partire dalla fascia di età 30-39 anni».

Considerando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, dove la copertura vaccinale è intorno al 90%, si osserva che «negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben diciassette volte più basso dei non vaccinati (0,4 contro 7,5 per 100.000 abitanti), mentre il tasso di decesso è otto volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo (12,5 contro 1,6 per 100.000 abitanti)» mentre il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati risulta oltre nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (103,3 contro 11,1 ricoveri per 100.000 abitanti). Questo quanto contenuto nel documento esteso relativo al monitoraggio settimanale pubblicato dall’Istituto superiore di sanità sul sito Epicentro che approfondisce i dati relativamente all’efficacia della vaccinazione.

«Negli ultimi 30 giorni – si legge nell’ approfondimento Iss – si rileva come il 26,6% delle diagnosi di Sars-CoV-2, il 40,4% delle ospedalizzazioni, il 55,8% dei ricoveri in terapia intensiva e il 59,1% dei decessi negli over 80 siano avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino». L’efficacia complessiva della vaccinazione incompleta nel prevenire l’infezione è pari al 65,1%, mentre quella della vaccinazione completa è pari all’82,5%. «Questo risultato indica che nel gruppo dei vaccinati con ciclo completo il rischio di contrarre l’infezione si riduce dell’83% rispetto a quello tra i non vaccinati».