“Un’inchiesta uscita oggi sul Sole 24 Ore pubblica i numeri preoccupanti della mancanza di manodopera nel settore dell’industria conserviera: il 30% dei lavoratori stagionali rifiuta il lavoro. È un problema enorme per la nostra economia, soprattutto nel Mezzogiorno e in Campania, che noi avevamo già prospettato nei mesi scorsi in relazione al reddito di cittadinanza, che scoraggia questo tipo di lavori”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

“Premetto: sono assolutamente d’accordo a dare un reddito a chi non ha il pane, ma non sono d’accordo a tollerare degenerazioni, speculazioni e parassitismi – ha aggiunto De Luca -. L’ipotesi che io rilancio è questa: siccome oggi in Italia le aziende agricole, di trasformazione agricola, ma anche i ristoranti, gli alberghi, gli stabilimenti balneari fanno fatica a trovare lavoratori stagionali, perché molti che percepiscono il reddito di cittadinanza non sono più disponibili ad accettare questo tipo di impiego (o magari lo fanno a nero per non perdere il sostegno), senza far perdere a nessuno il reddito di cittadinanza (o altre forme di ammortizzatori) le aziende potrebbero dare ad integrazione 500 euro al mese per il lavoratore stagionale”.

“Per cui – ribadisce il governatore della Campania – un percettore del reddito di cittadinanza, sommando le due cose, può arrivare a 1200-1300 euro al mese. Se è necessario si può erogare anche un bonus per il trasporto del lavoratore. Si può, in questo modo, proporre al percettore del reddito di cittadinanza un lavoro stagionale, con la clausola che se si rifiutano 2-3 proposte, si perde anche il reddito. Così si fa un lavoro di moralizzazione, di trasparenza e, insieme, di sostegno alle imprese e alle persone in cerca di lavoro, che continuerebbero a percepire il reddito di cittadinanza anche dopo la fine dell’impiego stagionale” conclude De Luca.