Dimesso ed è in buona salute il piccolo neonato ricoverato per gravi ustioni all’ospedale Santobono di Napoli il 17 marzo scorso e i cui genitori finirono arrestati per abbandono di minori e maltrattamenti con lesioni gravissime. Le lesioni cutanee lo avevano ridotto in fin di vita. Il neonato di Portici, allora di soli quattro giorni, inizialmente rianimato e trattato presso la Tin diretta dal dott. Antonino Di Toro, successivamente sottoposto a numerosi interventi riparativi, ricorda una nota dell’ospedale, tra cui un delicato trapianto di cute autologa bio-ingegnerizzata personalizzata.

«L’innovativo intervento, eseguito con successo dal dr. Marcello Zamparelli, responsabile dell’ Unità di Chirurgia Plastica e Ustioni, in collaborazione a distanza con l’Ospedale Pediatrico di Zurigo, è il primo realizzato su un paziente così piccolo e rappresenta una svolta nel trattamento della cute dei grandi ustionati – si legge nella nota – La collaborazione tra la struttura napoletana e quella svizzera avrà ulteriori sviluppi in uno studio per l’utilizzo della cute bioingegnerizzata sui grandi ustionati nel quale sarà incluso anche uno dei più grandi e qualificati Centri Ustioni d’Africa».

I fatti

Il piccolino soccorso dal 118 e carabinieri in un appartamento di via Diaz a Portici. Lì vi era la madre che, inizialmente non voleva alcun aiuto. La coppia, C.B. di 46 anni, e A.T., 36 anni, con problemi psichici, era già seguita dai servizi sociali, aveva nascosto la gravidanza, forse per timore di perdere l’affidamento del bambino, visto che già aveva perso la patria potestà di altri bambini.