Nella querelle sulla questione “carenza di autisti qualificati” che infiamma i media in queste giornate ferragostane più e quanto la perturbazione “Lucifero” proveniente dai deserti africani, abbiamo raccolto l’autorevole opinione di Francesco Annunziata, vice-presidente nazionale di TrasportoUnito. In breve, riassumiamo la questione. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci allarmate dalla carenza di professionisti della guida, che presto potrebbe portare alla paralisi un Paese, con una struttura geo-naturale tale da fare del trasporto su strada l’unica reale possibilità di circolazione delle merci. Le soluzioni ipotizzate sono fantasiose e spesso inefficaci quando non nocive per la categoria.

«La nostra posizione è chiara almeno dal 2018 – interviene con decisone Francesco Annunziata, vice-presidente nazionale di TrasportoUnito – già tre anni fa infatti proponemmo due semplici soluzioni per arginare la questione s e non per risolverla in via definitiva: Eliminare il corso obbligatorio (costosissimo) per il rilascio della Cqc limitandosi a richiedere il superamento dell’esame di abilitazione a quanti abbiano già conseguito la patente C o CE; fare in modo che le imprese con determinati requisiti definiti per legge e molto rigidi possano diventare “Scuole” in modo da permettere la formazione in itinere dei giovani aspiranti autotrasportatori a fronte di incentivi statali o di consistenti sgravi fiscali. TrasportoUnito lotta da sempre perchè non è questo il solo problema che attanaglia la categoria. Le aziende sono in sofferenza da ormai toppo tempo. Occorre un tavolo tecnico dove finalmente si possa trovare un punto risolutivo su tutte le questioni più annose e che garantisca l’intera filiera».

«Queste soluzioni sono ancora dal nostro punto di vista le uniche strade percorribili, con una ragionevole certezza di efficacia. Ma nessuno degli Esecutivi che si sono succeduti in questi anni le ha mai realmente prese in considerazione».

La dichiarazione di alcune imprese circa l’impossibilità di reperire autisti qualificati nonostante l’offerta di condizioni economiche più che dignitose ha suscitato una reazione realmente indignata da parte della sigla sindacale: «L’unica vera tutela per un’autista all’atto dell’assunzione in un’azienda di trasporto – ribadisce Annunziata – è che questa  gli offra un contratto regolare e in linea  con il CCNL Trasporti e Logistica e che abbia al suo interno almeno un rappresentate di una delle sigle sindacali della categoria. Non crediamo abbia senso spendere ulteriori parole sull’argomento».