Alessandro Basile: candidato ed esponente di punta di Azione, il partito di Carlo Calenda, ci racconta, in esclusiva per il Fatto Vesuviano, la sua esperienza politica-personale ed il suo programma elettorale per Napoli.

 

 

di Andrea “Andrew” Notarnicola

 

 

 

Napoli, 22 Luglio 2021. Alessandro Basile, padre di due ragazzi, rispettivamente di 18 e di 14 anni, dirigente locale della prima ora di Azione di Carlo Calenda e responsabile del programma politico, ci racconta un pò di sé, in un’intervista in esclusiva per il Fatto Vesuviano, e per discutere in maniera approfondita della sua candidatura per le prossime elezioni amministrative che si terranno a Napoli il prossimo autunno, tra fine Settembre ed inizio Ottobre. Il tutto rispondendo ad alcune domande alle quali ha offerto, nella più totale disponibilità, le sue testimonianze e le sue conferme per il futuro della Città di Napoli:

 

 

  1. Andrew: Chi sei? Che lavoro fai? Raccontaci un pò di te.

 

  1. Alessandro: “Contestualmente al periodo universitario ho lanciato una start-up nel mondo dell’audiovisivo, quando il termine start-up ancora non era così di moda, ed ero avviato alla carriera di produttore cinematografico. Poi spesso la vita ti porta da altre parti, quindi la famiglia ed i figli ecc. Tuttavia, ho avuto la grande opportunità di fare una carriera manageriale partendo dalle prime mansioni di coordinamento nel settore delle telecomunicazioni come manager di custom-operation e di customer-care, che è quella parte dell’azienda che, in sintesi, deve saper gestire il valore principale di un’azienda stessa, ovvero i clienti. E quindi laddove si devono dare soluzioni veloci, dove non hai né il tempo né la possibilità di rinviare o improvvisare. Quindi vale molto la competenza o la capacità risolutiva che ci metti. Per cui, ho fatto una carriera manageriale nelle principali aziende di telecomunicazioni d’Italia, da Tim a Telecom, per poi arrivare in Wind Tre dove attualmente lavoro e nella fase attuale della mia carriera mi occupo di innovazione applicata ai processi aziendali” – inizia così il candidato di punta di Azione. “Ho cominciato a fare politica attiva – prosegue Alessandro Basile – grazie ad Azione, perché ho avuto il colpo di fulmine con Carlo Calenda, sposandone subito i valori e le idee di Azione nel suo insieme, che si basa soprattutto nel rinnovamento della classe dirigente, partendo, per l’appunto, dalla constatazione che la nostra classe dirigente è molto deficitaria se non addirittura imbarazzante. Per cui, non ho mai fatto politica nel senso concreto della cosa. Ho cominciato due anni fa con Azione, ricoprendo subito delle cariche di coordinamento.  Tuttavia, la “politica” che ho sempre fatto, è quella che in qualche modo è stata la mia compagna di viaggio in tutta la mia carriera aziendale, ovvero, quella politica che si fa nel mondo produttivo-manageriale, che è ugualmente fatta di scelte, di decisioni e di mediazione. E’ quel tipo di politica finalizzata da un obiettivo inderogabile che deve necessariamente funzionare. Per cui, ritengo che spesso a noi manager ci affibbiano il termine di “tecnici”, come se la politica fosse un’altra cosa. Distinzione che io rifiuto totalmente. Un manager è anche, se non soprattutto, un “politico”.

 

2.  Andrew: Qual’è il tuo programma per Napoli?

 

2. Alessandro: “Con gli attivisti di Azione ( imprenditori, professionisti, manager dal mondo pubblico e privato, professori universitari, studenti già con un brillante curriculum accademico ) ho costruito un gruppo di lavoro aperto anche a contributi esterni, coi quali sto lavorando ad un programma usufruendo del metodo tipico di Azione, ovvero, lo studio, oltre che la storia delle problematiche della nostra Città, e di come si è arrivati alla situazione attuale, affrontando il tutto con delle soluzioni credibili sempre supportate da quello che noi chiamiamo “Il Foglio del Come”, un elemento chiave che è sempre presente nel partito, a differenza degl’altri partiti dove non è mai presente.
Il nostro è un programma che abbraccia tutti i settori tematici. In particolare le nostre idee e le nostre priorità sono quelle di affrontare il problema del Bilancio, dove i numeri sono veramente il sintomo di un dissesto finanziario de facto, anche se non dichiarato. Pensiamo che per risanare il Bilancio bisogna affrontare in particolare due temi: 1) Il tema delle entrate, quindi il tema della riscossione, perché siamo uno dei comuni che ha il tasso di riscossione della TARI più basso d’Italia, se non il più basso. 2) Come secondo tema, bisogna migliorare al massimo la capacità progettuale delle strutture del comune per accedere ai nuovi finanziamenti. Infatti vogliamo proporre la creazione di un HUB di project managemant, ovvero, una struttura, come avviene da Roma in su, che abbia le skills necessarie per sviluppare i progetti, ottenere i finanziamenti, perché poi non dimentichiamoci che l’Unione Europea i soldi non te li passa. Bensì, te li da sotto condizione, ovvero, devono essere presentati dei progetti con delle caratteristiche e dei requisiti ben precisi che vengono poi sottoposti ad un rating, altrimenti i soldi non arrivano. Per fare questo, c’è bisogno di grandi competenze. E questo è un altro punto per il Bilancio.
Sempre restando in tema della “macchina comunale”, siamo andati a vedere gli obiettivi che hanno i singoli dirigenti e ci siamo chiesti se questi obiettivi che, finalmente, anche la Città di Napoli si pone, in qualità di ente pubblico, sono utili per il bene della Città stessa. E quindi proponiamo un miglioramento di tutta la macchina comunale stessa, ispirata a criteri di obiettivi coerenti con le esigenze della Città, ma anche ispirati a criteri di digitalizzazione e di modernizzazione della macchina comunale.
Inoltre, Napoli deve stare in Italia e in Europa. Napoli è condannata da un lato a risolvere i suoi problemi di base, perché senza quello la Città muore. E dall’altro lato deve modernizzarsi per stare al passo con le altre Città Europee. Quindi non solo viabilità, mobilità e periferie, ma anche smart city e digitalizzazione dei servizi”.

 

 

3.  Andrew:  Qual’è il tuo programma per l’Ambiente?

 

3. Alessandro: “Abbiamo trattato in particolare il ciclo dei rifiuti che c’è a Napoli e ci siamo accorti che oltre ad esserci un tasso di raccolta differenziata bassissimo, che ormai è fermo da anni e quindi non cresce, abbiamo anche visto che non si è ancora realizzata quella economicità, oltre che quella convenienza, nell’adoperare la raccolta differenziata. Addirittura la raccolta differenziata adesso a Napoli costa di più della raccolta indifferenziata. Mentre invece dovrebbe essere l’opposto, perché i rifiuti differenziati possono essere venduti in un contesto di economia circolare e quindi costituire un’entrata che in questo momento manca o comunque non compensa per nulla i costi della differenziata, che restano equivalenti o addirittura superiori senza dare alcuna convenienza. Gli esperti del nostro team per la gestione del ciclo dei rifiuti, anche dal punto di vista legale, restano dell’idea che vada rivista anche la filiera dei costi dello smaltimento dei rifiuti”.

 

 

4.  Andrew: In che modo miglioreresti la situazione delle periferie?

 

4. Alessandro: “Innanzitutto, bisogna restituire vivibilità alle periferie. Diciamo che quel poco che è stato fatto sulla vivibilità è stato fatto nelle zone centrali della Città, anche in modo molto deficitario, con un centro storico che è minacciato dal degrado e per questo rischiamo di perdere il valore dello stesso, anziché valorizzarlo. Pensiamo che le periferie debbano essere collegate meglio, abbiamo quindi idee sui parcheggi, abbiamo idee sulla mobilità in generale che renda le periferie parte integrante della Città, e questo si ottiene migliorando i trasporti. Pensiamo che debbano essere creati dei centri di aggregazione per i giovani ed altri temi come ad esempio la promozione dello sport, la promozione delle attività culturali e ricreative. Pensiamo che in questo il comune possa fare stimolo sulle associazioni e sulle onlus, per lavorare su questa linea e creare delle condizioni di maggiore vivibilità delle periferie”.

 

 

 

5. Andrew: Qual’è il tuo elettorato di riferimento?

 

5. Alessandro: “Mi rivolgo, essendo anche padre di due ragazzi di 18 e 14 anni, ai giovani e a tutte le problematiche della loro età. Nel programma della mia azione politica c’è una forte attenzione legata alle tematiche dei giovani in generale, dall’età delle scuole elementari sino a quella dell’università. Molti dei miei collaboratori sono, per l’appunto, studenti universitari, per cui, sicuramente una parte del mio elettorato li vede protagonisti. Provenendo poi dal mondo dell’azienda privata, mi rivolgo anche a quelle persone che sono impegnate nel mondo produttivo a vario titolo che hanno ben in chiaro, come me, l’importanza di portare in politica idee e modi di fare nuovi che, in qualche modo, provengono dal mondo aziendale-manageriale, per cui, anche come gestire e motivare le risorse umane in maniera più coerente ed efficace e che, soprattutto, hanno chiara l’idea di come amministrare in genere. Mi rivolgo anche a chi crede seriamente che Napoli possa uscire da questa situazione di profondo svilimento e di profonda decadenza, infatti, io parlerei non tanto di crisi, ma bensì di decadenza, quindi invertire questa fase, basandosi sulle proprie forze senza vittimismi, piagnistei o recriminazioni e, soprattutto, sulla capacità e sulla progettualità di proporre soluzioni idonee anche all’innovazione sociale che significa anche aprirsi alle nuove tecnologie, ai nuovi modelli che possono aiutare molto una Città come Napoli a superare le problematiche che l’affliggono da tempo”.

 

 

 

 

 

6. Andrew: Cosa ha spinto voi di Azione a sostenere la candidatura a Sindaco di Napoli di Antonio Bassolino e la sua coalizione?

 

 

6. Alessandro: “Noi di Azione nasciamo alternativi al sovranismo ed al populismo, quindi non saremmo mai potuti andare da una parte con un candidato a Sindaco appoggiato dalla Lega di Matteo Salvini. E dall’altra parte con un candidato a Sindaco appoggiato dal Movimento 5 Stelle, che per noi rappresenta il populismo nella sua peggiore espressione, infatti, ancora oggi, dimostrano di essere una forza politica capace di fare più danni che altro. Di fatto, non abbiamo visto nessun tipo di cambiamento. Per noi la scelta politica era obbligata. Era quella d’investire su una persona che è la Competenza, è coerente con l’habitat di Azione, è una competenza che noi ricordiamo molto bene. Napoli, prima dell’era Bassolino era una Città sull’orlo del baratro come è adesso. Ricordo bene che Piazza del Plebiscito era un parcheggio osceno e Bassolino creò una delle prime ZTL in Città, e Piazza del Plebiscito è diventata una delle più belle zone della stessa. L’aeroporto faceva acqua da tutte le parti e Bassolino avviò il processo di privatizzazione, e adesso abbiamo uno dei migliori aeroporti in Italia. Ricordo che all’inizio i turisti non venivano tanto frequentemente a Napoli, ed è stato proprio con Bassolino che abbiamo cominciato a vedere un flusso di turisti davvero importante, con Maggio dei Monumenti ad esempio, e con l’intelligente operazione promozionale che fu fatta con il G7. Quindi noi di Azione siamo consapevoli di aver scelto, con Bassolino, La Competenza.” – si conclude così l’intervista di Alessandro Basile, candidato di punta di Azione, che ringraziamo per la disponibilità che ci ha dato nel rilasciare quest’esclusiva per il Fatto Vesuviano.