Un uomo di 34 anni, di Pietrelcina, nel Beneventano, assolto dall’accusa di aver collocato una telecamera per spiare la vita privata di alcune colleghe. Secondo l’accusa, aveva collocato il dispositivo nel bagno del luogo di lavoro presso un’azienda di materiale elettrico alla periferia della città. L’assoluzione è arrivata ieri pomeriggio disposta dal magistrato monocratico Graziamaria Monaco. L’uomo aveva sempre sostenuto la propria estraneità ai fatti che risalgono al 2018. Una dichiarazione di innocenza che, all’epoca, non era valsa a evitare il licenziamento.

La Procura aveva avanzato una richiesta di archiviazione ma vi era stata l’opposizione delle parti offese, tra cui la ditta che si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Marcello D’Auria, ed era scattata l’imputazione coatta da parte del gip. Ieri il pubblico ministero Rescigno aveva chiesto per l’imputato una condanna a un anno. Il suo difensore l’avvocato Spartico Capocefalo ne aveva chiesto l’assoluzione sostenendo l’inesistenza di elementi che comprovassero la colpevolezza dell’imputato.