Come un marcatore che entra in possesso del pallone e con il suo tocco finale segna il suo  fatidico gol, così Pietro Puzone come da “contratto” vince la sua partita. Nell’area di gioco il passaggio decisivo è quello di “Diego Armando Maradona”.

In uno Stadio virtuale come la splendida location del Castello Baronale di Acerra, il degno discepolo del compianto Pibe de Oro presenta il suo primo libro intitolato: “Mi manda Puzone”. Frase coniata dallo stesso Maradona suo amico fraterno. Un libro che  racconta di due vite del protagonista: della carriera e di un periodo difficile della sua vita.L’ ex calciatore della storica squadra che vinse lo scudetto nel 1987, si “sveste” con aneddoti e vicissitudini del proprio “sregolato” e burrascoso passato, affidandosi alla preziosa penna del giornalista, Rosario Aversano.  A condurre e mediare l’evento è stata  Mary D’Onofrio, nota conduttrice nonchè giornalista, che con il suo fascino e la sua professionalità ha alternato momenti di ilarità durante gli interventi dei  vari ospiti presenti all’evento, emozionando il pubblico presente ed  immergendolo in  alcuni passaggi molto toccanti durante i quali alcuni dei Campioni d’Italia 86/87 come Antonio Carannante, Raffaele Di Fusco, Giuseppe Bruscolotti e Salvatore Bagni, assentatosi prima per un impegno televisivo. Presente nella platea anche il mister Nello Di Costanzo. Oltre agli ex campioni del Napoli del primo scudetto, presente anche l’ex campione di pallanuoto Franco Porzio, i direttori sportivi Gigi Pavarese e Giuseppe Bifulco,  il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, il consigliere comunale di Acerra, Andrea Piatto. Un grande contributo,  va anche alla carismatica Gemma Caruso, food blogger e attualmente responsabile marketing per TVA, nonchè madrina della serata e che ha supportato  Pietro durante la travagliata e complessa fase di ripresa sia personale che sul palco in veste di protagonista della serata. Ospite d’onore in assoluto non poteva che essere Diego Maradona Junior. Questi sono solo alcuni dei grandi ospiti che sono intervenuti e che si sono cimentati in brevi testimonianze sull’ ex centrocampista azzurro, visibilmente in ottima forma ed elegantissimo ed emblema vivente  di un  riscatto conseguito, nonchè portavoce del messaggio che “rialzarsi” si può e si deve dopo essere precipitati nelle tenebre della propria esistenza.

Una sorta di analogia del Pentateuco narrato da circa 40 autori e che inizia dalla Genesi.   Un lungo e tempestoso “Esodo” di un popolo che con le proprie battaglie  trova la Terra promessa, guidati dal profeta Mosè.

“Mi manda Puzone” si articola in tre parti. Il libro inizia  con una panoramica sul giovane Pietro, classe 63’, che nasce ala destra sognando Bruno Conti. Il Napoli lo nota nel 76’ nel corso di una delle tante partite giocate nei campi di provincia e lo mette sotto contratto. Nel 79’, più giovane della Primavera, vince l’unico scudetto di categoria della storia dei partenopei, allenato dal grande Mariolino Corso. Esordisce in Serie A il 7 marzo dell’82.

Ma il vero  “autore divino” è stato: Il Pibe de Oro, che da sempre lo ho preso per mano accompagnandolo sia durante la carriera professionale che durante il periodo difficile di vita contrassegnato dalla dipendenza da droga e alcool. Una serata intensa e piacevole intrisa di emozioni forti come quelle suscitate dal ricordo di  Pasquale D’Angelo, un altro acerrano che  perse la vita durante una trasferta a Mosca dopo, aver assistito da ex capo tifoso azzurro a un Dinamo Mosca-Napoli. Il  figlio Guido gli ha reso onore sul palco, visibilmente commosso con qualche lacrima sul volto e la voce tremante, nel ricordarlo. Una grande macchina di solidarietà si è da subito messa in moto sia nel passato che nel presente nella vita di Pietro Puzone, il quale deve la sua vita non solo ai suoi compagni dell’epoca, ai concittadini e alla famiglia, ma soprattutto ad un altro illustre ospite della serata, il Dott.Sergio Grimaldi, Dirigente medico dell’Unità di Chirurgia Laparoscopica della Clinica ‘Villa dei Fiori’ di Acerra (esperto di laparoscopia avendo al suo attivo oltre 3.000 interventi), quale artefice  che lo ha materialmente strappato dalla morte, seguito durante la convalescenza fino al conseguimento di una totale ripresa fisica. Un vero eroe- stando alle dichiarazioni del “luminare” –  l’ex centrocampista dopo sole 24 ore dall’intervento, ebbe la forza di affrontare la sua prima intervista concessa alla stampa nel reparto in cui era degente.

 

Una storia avvincente, quella che si legge nel manoscritto e che inizia con Diego che volle a tutti costi organizzare  la storica partita di beneficenza giocata nel 1985 al Comunale di Acerra. Un episodio più volte sottolineato sul palco dall’ autore del libro e le cui immagini fanno ancora il giro del mondo, sin dai giorni  successivi alla morte di Maradona. Periodo in cui il telefono di Pietro ha cominciato a squillare ogni dieci minuti per interviste e partecipazioni a trasmissioni televisive. La partita, giocata dopo una settimana di piogge su un campo fangoso e ai limiti della praticabilità, fu il metodo per raccogliere i fondi necessari all’operazione di un bambino, Luca Quarto, che soffriva di una rara patologia alla bocca. E fu giocata peraltro nonostante il parere contrario di Ferlaino, che temeva infortuni nel bel mezzo del campionato, con Dieguito che pagò l’assicurazione a tutti i suoi compagni. Ma tanto altro resta da scoprire in “Mi manda Puzone”.  Rappresenta la sintesi di un “groviglio” di circostanze e di itinerari che hanno oscurato ma anche illuminato la vita di un uomo semplice e dal cuore immenso, capace ancora di donare  tanta gioia e purezza. Le stesse impresse nello sguardo della adorata figlia Antonella, sempre al suo fianco. Un grande uomo e professionista che lati oscuri a parte è rinato spiritualmente e dalla ” panchina” continuerà a prendere a calci la vita.   

 

Ecco alcuni scatti  dell’evento:

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