«Patologia naturale a genesi spontanea in un paziente il cui stato di salute appariva già gravato da multiple patologie croniche». Questa la causa della morte di Raffaele Cutolo (nella foto), storico boss della camorra napoletana, morto lo scorso 17 febbraio nel super carcere di Parma al 41 bis. Nella relazione del medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Cutolo emerge il complicato quadro clinico nel quale Cutolo ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita, già evidenziato dal legale Gaetano Aufiero nelle sue diverse richieste di scarcerazioni presentate, tutte rigettate. Nella relazione della professoressa Rosa Maria Gaudio sono riportati tutti i passaggi della storia clinica del vecchio capo della Nco. Nei circa sei mesi e mezzo ininterrotti di ricovero si riscontrarono «manifestazioni cliniche di patologie naturali ad andamento cronico.

A coinvolgimento di diversi organi e apparati con funzionalità compromesse sin dall’ingresso presso nosocomio parmense». È quanto si legge nella relazione che ripercorre l’aggravarsi dello stato di salute di Cutolo. L’ispezione sul cadavere ha escluso responsabilità di altri: Cutolo è morto perché era molto malato.