La vita dalla porta principale: l’omaggio di Enzo Ciniglio a Partenope. Sirena di segreti e d’incanti che, ancora oggi, si conservano da millenni.

 

 

di Andrea “Andrew” Notarnicola

 

 

 

Uscito lo scorso 31 Maggio, con il supporto della giovane casa editrice, edizioniMEA, “La vita dalla porta principale”, è il racconto di un rampante professionista di successo, consulente di marketing e di pubbliche relazioni.
Un racconto situato nella Città di Napoli tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, frequentata da una imprenditoria ambiziosa, capomastri diventati imprenditori edili, fasonisti diventati proprietari di marchi di moda, politici radical – chic ( oltre che affaristi ), grandi appalti, i lavori di Italia ’90, la nuova metro ( ancora oggi in costruzione ) e la camorra dei nuovi clan capace d’infiltrarsi nel tessuto economico, imprenditoriale, politico e sociale della città. Una città capace d’inglobare tutto e che con non poche difficoltà all’inizio degli anni Novanta riuscirà a vivere il suo “Risorgimento Napoletano”.

 

In questa Napoli, Antonio vive con leggerezza la sua realtà, feste private, le sere ad Agnano, gli appuntamenti di lavoro al caffè di piazza dei Martiri, vero e proprio centro dei suoi affari.
Le donne, presenze mai irrilevanti, amiche, compagne e amanti che accompagnano il protagonista in questo viaggio, uniche a condividerne fino alla fine gioie ed angosce.
Marta, la contessa vittima di usurai; Paola, la turista di Parma in cerca di un’avventura di un giorno; Roberta, l’amica artista; Claudia, la giovane studentessa di provincia; Marina, la giovane trans e la signora Ester, la proprietaria di un B&B residente al centro di Verona.
Antonio, vuole gioire e comprendere: le donne che egli “incontra” non sono altro che un’incarnazione della Sirena Partenope, affascinante e misteriosa. Nel momento in cui le abbraccia e le tiene strette a sé, percepisce che la città si svela, mostrandosi al suo sguardo, al suo cuore e al suo intelletto e lo conduce a riflettere, a pensare, a rivedere tutto il sistema di cui è convinto essere la strada giusta. Paola, la giovane turista di Parma, alla quale Antonio si stringe nella passione dell’amplesso in un camminamento del carcere del Castello, urla, “nel pieno del fuoco del piacere”: “voglio fare l’amore con Napoli. Vederla mentre godo”. In quell’istante, anche la turista di Parma diventa una figura della Sirena di Partenope. Questa immagine, di fare delle donne “simboli” di Napoli, Enzo Ciniglio la fa crescere con coerenza di inventiva e di stile.
Ogni donna fa riferimento ad un luogo della città: Via dei Mille, il Palazzo D’Avalos, i portici di Palazzo Roccella, il Politeama, Port’Alba, San Martino, Castel Sant’Elmo, Via San Giovanni Carbonara, la chiesa di Santa Caterina a Formiello. Ma i “centri” di Partenope, non sono solo le strade, i palazzi e le chiese: Napoli rivela i suoi segreti anche a tavola, con le sue pietanze e prelibatezze. Al Borgo Marinari, Antonio e Marta, la contessa, “ordinano spaghetti con alici, pesce San Pietro al forno, insalatina mista, falanghina della casa”, e nella trattoria di Donato a Pizzofalcone “i due amanti decisero per una pasta e fagioli, salsicce e friarielli e un mezzo litro di rosso della casa”. Non sono menù presi a caso, dallo scrittore, non sono un semplice svago: la cucina “alta” e quella “bassa” servono ad evidenziare il significato del momento e della situazione. A Paola la turista, Antonio non può che offrire “una pizza alla diavola, un trionfo di panzarotti, arancini, listelli di zucchine, melanzane, mozzarelline e ricotta fritta”. Una tavola delle raffigurazioni della Sirena Partenope che si apre con grande libertà.

 

I dolori arrivano improvvisi, quando il giovane, raggiunto l’apice del successo, viene coinvolto da un’indagine che segnerà per sempre la sua vita.

Un errore giudiziario e l’accanimento di un magistrato, la dottoressa Irestina, eroina dell’opinione pubblica per le sue “vittorie” di tangentopoli, gli prenderà ogni cosa, affetti, lavoro e la voglia di vivere, fino a quando, una mattina, guardandosi allo specchio, Antonio decide di andare a riprendersi la sua vita. Una nuova sfida, che gli permetterà di conoscere nei vagoni della vesuviana Luisa e nel sorriso degl’occhi il ritorno alla vita.

 

 

Note sull’autore:

 

 

Enzo Ciniglio, nasce ad Ottaviano, 58 anni fa, gran parte dei trascorsi ad “assaporare piaceri”. Figlio della Montagna, laureato in economia, con la passione per la politica e l’associazionismo.
Molto sensibile ai problemi dei pendolari, circa 10 anni fa ha creato il gruppo su facebook dedicato ai pendolari della Circumvesuviana per canalizzare le proteste e organizzare manifestazioni per denunciare la scarsa e precaria offerta del trasporto pubblico. Attualmente risiede a Casalnuovo con la compagna e la famiglia. Lavora come consulente freelance, nell’ambito di strategia e finanza aziendale.

 

Il suo interesse per la scrittura, nasce in un momento di autoanalisi, che l’ha portato a scrivere novelle, racconti, poesie e romanzi.

Nel 2019 ha vinto con “Peccato Mimì”, il premio “Una poesia per Mimì”, nell’ambito del “Mia Martini Festival”.