Le feste spontanee, i caroselli in strada, la pazza gioia per l’Europeo espugnato a Wembley. Impossibile contenere l’esultanza per la Coppa conquistata dalla banda Mancini: anche a Roma a decine di migliaia si sono riversati nelle piazze, troppo forte la voglia di condividere la notte magica della finale. E ancora ieri, il day after con gli azzurri a Roma, altro tripudio, altra festa. «Sono state 48 ore di regole saltate, ma gli assembramenti, lo sapevamo, erano inevitabili», commenta Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità di Zingaretti. Non lo dice certo col tono del Signor no, perché tutta l’Italia in queste ore esulta. Ma è sempre una vittoria in tempi pandemici, anche se il Lazio, col resto dello Stivale, viaggia verso l’immunità di gregge, col traguardo fissato per l’8 agosto. Variante Delta permettendo.

Certo gli eventi spontanei, come quelli festosi seguiti al trionfo azzurro di Londra, sono di fatto quasi ingovernabili. «Anche il tracciamento dei contagi in queste condizioni è impossibile – spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e primario al policlinico Tor Vergata – Di conseguenza, anche se avremo un aumento dei casi ancora contenuto a stretto giro, rischiano tra qualche settimana una crescita esponenziale, proprio perché è impossibile rintracciare tutti quelli che sono stati vicini a chi, infetto, festeggiava la Nazionale per le vie di Roma».

Rischio Zona Gialla

Andreoni non è ottimista. «Una quarta ondata, non certo ascrivibile ai festeggiamenti in piazza, non è da escludere, ma sarà meno grave rispetto alle precedenti. Il problema è che abbiamo ancora troppi 60enni non vaccinati. Se come l’anno scorso i più giovani, non vaccinati anche loro, faranno le vacanze e torneranno contagiati, finiranno per fare ammalare i più fragili. Che rischiano il ricovero. Speriamo che questa situazione spinga molti a “proteggersi” e a rispettare le norme minime come distanze e mascherine». Gli ultimi casi, come i cluster in vacanza, prosegue il direttore della Società di malattie infettive, «mostrano che il contagio può avvenire anche con minimi assembramenti. Se si continua così, perfino il Lazio, che ha dalla sua un alto numero di vaccinati, potrebbe correre il pericolo di tornare in zona gialla».